• Argilla: proprietà ed usi

    Quando si parla di argilla, nell’immaginario collettivo si pensa subito alle maschere. In realtà questo preziosissimo dono della natura di origine minerale è incredibilmente versatile e si presta a moltissimi impieghi.

    Infatti l’argilla in polvere che, appunto, utilizziamo in cosmesi per realizzare le maschere, è la stessa che viene utilizzata per la produzione di ceramiche, o in campo floro-vivaistico per produrre l’argilla espansa. Addirittura in agricoltura biologica l’argilla, nella variante bianca (caolino), viene utilizzata, diluita con acqua e spruzzata sugli alberi per proteggerli dalle mosche delle olive, dai danni del sole e prevenire la cascola, ovvero la caduta prematura delle gemme. Anche la cosiddetta “sabbietta” della lettiera dei gatti altro non è che argilla.

    Ma che cos’è l’argilla?

    In termini strettamente geologici, è una famiglia di minerali presenti in natura con una granulometria molto ridotta, dall’aspetto per così dire polveroso, caratterizzata da due principali aspetti: elevata assorbenza e, se idratata, formare una massa plastica molto compatta.

    In un contesto cosmetico, le argille più usate sono la bianca, costituita da caolino, la verde (bentonite) che si suddividono in base alla granulometria in macinata grossa, macinata fine, e ventilata.

    La più versatile è la ventilata, adatta sia ad un uso interno che esterno.

    Ebbene sì, oltre alle maschere, dell’argilla se ne può fare anche un uso interno. Per la precisione si può realizzare una bevanda a base d’argilla, sciogliendo un cucchiaio raso di argilla in un bicchiere di acqua fredda. Si lascia sedimentare per una notte e si beve solo l’acqua, lasciando l’argilla sul fondo. Non è piacevolissima come bevanda, soprattutto le prime volte. Tuttavia è molto depurativa ed indicata nei periodi di stress e cattiva alimentazione.

    Per gli amanti dell’autoproduzione, con l’argilla si può realizzare anche un dentifricio in polvere, come ben spiegato nel libro “Io lo so fare ” di Mariella Correggia. Occorrono un barattolino di vetro, 3 parti di argilla bianca, 1 parte di bicarbonato, qualche foglia essiccata di menta o salvia, opzionale qualche goccia di olio essenziale. Si mescola il tutto e si applica sullo spazzolino all’occorrenza.

    E per concludere, un ultimo utilizzo dell’argilla come smacchiatore dei tessuti: si applica direttamente sulle macchie e la si lascia agire. Grazie al suo potere assorbente, eliminerà ogni alone. Sarà sufficiente lasciar asciugare e spazzolare via l’argilla.

    Dove acquistare l’argilla bianca:

    —->> http://www.ifioridelbene.com/ecocosmesi/82-argilla-bianca-caolino-100-g.html

    Dove acquistare l’argilla verde:

    —->> http://www.ifioridelbene.com/ecocosmesi/81-argilla-verde-fine-200-g.html

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  • Insonnia primaverile : cause e rimedi

    In primavera , oltre ai disturbi legati ai pollini , anche dormire può risultare difficile a causa delle ore di luce che aumentano , riducendo la secrezione della melatonina , ormone che regola appunto il sonno . La melatonina , infatti , viene prodotta dall’ipofisi durante il buio e viene interpretato dall’organismo come segnale di imminente riposo . Viceversa , in presenza di luce , la quantità di melatonina si riduce , portando l’organismo a stare sveglio .

    Oltre agli integratori di sintesi , la melatonina è presente in natura in numerosi alimenti , come banane , ciliegie , uva , riso , cereali e prugne .

    Tuttavia , se la sola correzione dell’alimentazione non dovesse bastare , esistono anche altri rimedi naturali per sconfiggere l’insonnia .

    Tra i tanti rimedi , può aiutare anche l’assunzione di escolzia ( Eschscholtzia californica )   sotto forma di tintura madre , compresse o essiccata in infusione .
    L’Escolzia , chiamata anche “Papavero Californiano” , in quanto appartenente appunto alla famiglia delle papaveracee , è una varietà erbacea annuale , largamente usata per decorare aiuole e bordure , ma in erboristerie è impiegato anche come sedativo : è utile contro mal di testa, disturbi dell’umore e del sonno, e la pressione alta . Lo stelo e i fiori , infatti , contengono degli alcaloidi che agiscono da un lato sull’attività cardiaca, abbassandone la pressione; dall’altro sul sistema nervoso centrale, riducendo l’attività delle cellule della corteccia cerebrale, in quanto inducono il rilassamento muscolare e stimolano il sonno .
    La pianta ha anche un’azione antispasmodica e analgesica, dovuta alla presenza della chelidonia, che agisce come spasmolitico soprattutto al livello del sistema gastroenterico .
    Il metodo più semplice per usarla è l’infusione delle sommità , essiccate o fresche , circa un cucchiaio per una tazza d’acqua .
    Se ne sconsiglia l’uso ai bambini , in gravidanza o allattamento e alle persone che assumono psicofarmaci , antistaminici , antidepressivi e per chi è affetto da patologie cardiache .

    A proposito di Escolzia …lo sapevi che è chiamata anche “pianta barometro” perché i suoi fiori poco prima di un temporale avvisano dell’imminente cambio di tempo chiudendosi ? No ? Allora ti potrebbe interessare anche il post “ Le piante barometro , altro che app ! ”

    Ti sei deciso a coltivare l’escolzia ?

    Ecco dove comprare i semi di Escolzia –>> http://www.ifioridelbene.com/semi/44-semi-di-escolzia-in-miscuglio-eschscholtzia-californica-.html

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  • Spunti di coltivazione urbana in piccoli spazi

    La coltivazione per così dire “urbana” , sfruttando piccoli spazi con adeguate condizioni di luminosità , è andata ben oltre la moda o una tendenza passeggera . Negli ultimi anni , infatti , è diventata una consuetudine dettata da svariate esigenze : il risparmio , la voglia di autosufficienza , la necessità di un cibo più naturale , ma anche il bisogno di conoscere i cicli vitali e la stagionalità del cibo .

    La domanda più ricorrente dei detrattori dell’orto urbano è << Un pomodoro cresciuto nello smog è più sano di quello da serra ? >> .

    Dal momento che il fenomeno dell’orto sul balcone è mondiale , sono stati fatti degli studi in varie nazioni . Le più approfondite risultano quelle da un’università tedesca che ha evidenziato che effettivamente coltivare in città può contaminare gli ortaggi con metalli pesanti derivati dai gas di scarico delle auto , ma che , tuttavia , a confronto con gli ortaggi ottenuti da coltivazione intensiva , risultano essere comunque meno contaminati da altre sostanze ugualmente dannose , quali concimi chimici o pesticidi .

    In definitiva , è preferibile coltivare in città solo se si ha la possibilità di essere lontani da centri con intenso traffico . Inoltre quello stesso smog che contamina i “pomodori cittadini” è presente anche nell’aria che respiriamo . Dunque il problema non è l’orto urbano , il vero problema è lo smog !

    L’orto sul balcone , in realtà , aiuta anche l’ambiente , aumentando la quota urbana di verde , oltre a ridurre anche , indirettamente , tutti gli imballaggi e la benzina che ne deriverebbe dal trasporto del pomodoro acquistato al supermercato .

    Quindi più che evitare l’orto sul balcone , iniziamo ad evitare l’auto quando possibile .

    Parlavamo di adeguata luminosità degli spazi urbani dove coltivare , infatti è possibile sfruttare balconi , davanzali , tetti , verande , purché si sfrutti al meglio lo spazio a disposizione e si rispettino le esigenze delle piante (illuminazione in primis  , ma anche il tipo di terriccio e le necessità idriche )

    La scelta delle varietà da coltivare :

    In base all’esposizione del balcone e alla luminosità  , si può stabilire la varietà di pianta più adatta da coltivare , ricordando che per una buona produzione ( fiori o ortaggi ) , ciascuna pianta necessita di almeno 6 ore di luce , al di sotto i risultati saranno scarsi .

    Se il balcone è soleggiato , ovviamente , non c’è nessun tipo di limitazione . Mentre se si tratta di un balcone ombroso , è possibile coltivare principalmente le lattughe da taglio e le aromatiche .

    Ad ogni modo sono da privilegiare piante a ciclo vitale breve, ovvero che possono essere raccolti dopo 30-60 gg dalla semina , quali lattuga , valeriana ,spinacio , indivia e rucola . O in alternativa ortaggi da radice , quali carote , ravanelli , barbabietole , avendo l’accortezza di usare vasi o contenitori più profondi e poi via libera anche a pomodori , peperoni , melanzane , zucchine e tutte le aromatiche .

    Chi coltiva l’orto , che sia urbano o no , spesso si lamenta di avere una quantità spropositata dello stesso tipo di ortaggio per breve tempo . La soluzione è la semina “a scalare” che consente di avere meno ortaggi per periodi più lunghi : è sufficiente seminare poco , ma più spesso .

    Ad esempio , la nostra confezione di spinaci contiene 15 g di semi . Utilizzando il contenuto in un’unica volta , il risultato è tanta verdura (di gran lunga superiore alle reali esigenze di una famiglia) , ma per poco tempo . Tuttavia seminando , ad esempio , 5 g ogni 2 mesi , è possibile raccogliere spinaci sempre freschi e nella quantità realmente necessaria per un periodo più lungo . Tuttavia , in caso di esuberi , i vicini di casa li appezzano volentieri o , in assenza di persone a cui regalarli , ci sono vari modi per conservarli : sottolio , sotto sale o essiccando .

    Lo spazio :

    Per sfruttare al meglio tutto lo spazio a disposizione , si fa ricorso a vasi con ganci al soffitto , fioriere con graticci che hanno anche la doppia funzione di sostegno per le rampicanti , utilizzando sia lo spazio interno che quello esterno al balcone , tenendo sempre presente la sicurezza in caso di vento o temporali , durante i quali è sempre preferibile riportare tutto all’interno . Fondamentale è disporre le piante su altezze differenti , in modo tale da non farsi ombra a vicenda . In commercio si trovano delle strutture studiate appositamente per creare delle gradinate per i vasi , ma in realtà possono andar bene anche vecchie cassette della frutta , disposte al di sotto dei vasi in maniera tale da creare i dislivelli .

    Dunque usare tutto  lo spazio , soprattutto in altezza , ricorrendo eventualmente anche a mensole , scaffalature o vecchie librerie riportate a nuova vita .

    Per chi ne ha la possibilità , si può usare anche il davanzale di una finestra ben illuminata come serra ,  isolando il vano con un pannello di plexiglas trasparente , per evitare la dispersione di calore .

    N.B.:Prima di inserire le piante nella “Finestra-serra” , è buona norma testare la temperatura che non deve superare i 25 ° C , inoltre l’esposizione non deve essere mai diretta , altrimenti più che una serra , avrete costruito un forno solare , che ha comunque i suoi pro , ma non in questo frangente .

    Il terriccio :

    Per la coltivazione in vaso , sia di ortive che di piante da fiore , si consiglia l’utilizzo di una miscela di terriccio , composta da torba , terriccio universale ( salvo esigenze specifiche di acidità ) , argilla espansa , sassi ,  ecc..: tale miscela , con un’adeguata stratificazione nei vasi , favorisce la fuoriuscita dell’acqua in eccesso e un’adeguata circolazione dell’aria , entrambi fattori importanti per la prevenzione di muffe e marcescente . A proposito della stratificazione , è buona norma disporre sul foro del vaso cocci o sassi per evitare la dispersione della terra non ancora compatta . Poi si dispone l’argilla espansa e la miscela di torba e terriccio , mista a compost maturo che , oltre ad essere un ottimo ammendante ( migliora , cioè , la struttura del terreno , rendendolo meno compatto ) , lo arricchisce di elementi della fertilità .

    L’irrigazione :

    L’irrigazione è il cruccio di tutti i neofiti del giardinaggio , in quanto non esistono regole fisse per stabilire quante volte in un dato lasso di tempo occorre irrigare , perché le variabili sono tantissime . Molto infatti dipende dall’esposizione al sole del balcone , dalla varietà della pianta e dunque dalle sue esigenze , dall’ampiezza e dal materiale del vaso ( la terracotta traspira molto rispetto alla plastica che , invece , trattiene molto di più l’acqua ) e dalla stagione . In linea di massima , in estate può essere necessario annaffiare anche tutti i giorni , se il terriccio appare arido e la pianta sofferente (preferibilmente al mattino o nel tardo pomeriggio) . In inverno , invece , si possono diradare o addirittura sospendere , in caso di piogge .

    Ad ogni modo , i danni di un’irrigazione eccessiva sono irrimediabili perché generano marcescenze al livello radicale , dunque sono visibili solo quando ormai è troppo tardi , mentre invece la carenza di acqua si manifesta subito con la perdita di turgidità delle foglie e si può rimediare in pochi minuti annaffiando .

    Nel dubbio , dunque , meglio stare un po’ indietro con le irrigazioni e consigliamo anche di leggere il post su come risparmiare acqua in giardino , dal momento che l’acqua è un bene prezioso .

    Caldo e freddo :

    Le radici delle piante in vaso sono molto più esposte agli sbalzi di temperatura rispetto a quelle coltivate in piena terra , dunque la pacciamatura , ovvero l’isolamento delle radici è fondamentale . Ne abbiamo già parlato molto approfonditamente nel post ” La pacciamatura ” , dove spieghiamo i vantaggi e i materiali da utilizzare .

    Impollinazione :

    Molto spesso chi coltiva ortaggi come cucurbitacee ( zucchine , zucche , cetrioli , ma anche la luffa o le lagenarie ) si lamenta che i fiori delle loro piante , dopo qualche giorno dalla fioritura , cadono senza dar vita ai frutti . Questo accade perché non c’è stata l’impollinazione che di solito avviene ad opera di insetti o anche del vento . In questi casi , l’impollinazione deve essere manuale , utilizzando un pennellino , o lo stesso fiore .

     

    Potrebbe interessarti anche la nostra sezione interamente dedicata ai prodotti per sfruttare al meglio lo spazio , come fioriere verticali , orti pensili e fioriere con griglie :

    Visita —> Categoria ” Orto sul balcone ”

     

     

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  • “Capperi” ( boccioli ) di tarassaco sotto sale

    Lo diremo fino allo sfinimento : del tarassaco non si butta via nulla ! Si utilizzano i rizomi , le foglie , i fiori e soprattutto i boccioli che , prima della fioritura possono essere raccolti e messi sotto sale proprio come i capperi . Ovviamente il gusto sarà diverso da quello del cappero , in quanto come le foglie , hanno un retrogusto amaro , però è proprio questo il bello dell’alimurgia : scoprire o riscoprire sapori e gusti nuovi per arricchire e rielaborare piatti della tradizione .
    La preparazione è semplice . Occorre lo stesso quantitativo di sale grosso e boccioli di tarassaco . I boccioli vanno precedentemente lavati ed asciugati con cura , cosparsi di sale ed utilizzati dopo almeno 2-3 settimane .
    Si possono conservare anche con l’aceto , ma gran parte degli aromi vengono dispersi . In realtà anche i tradizionali capperi sono da preferire sotto sale piuttosto che sotto aceto per lo stesso motivo .

    Se ti è piaciuto questo post , non puoi non leggere anche Erbe spontanee e surrogati del caffè , dove spieghiamo proprio come ricavare un surrogato del caffè dal rizoma di alcune erbe spontanee , tra cui anche il tarassaco .

    Ancora , se disponi di un grande quantitativo di fiori di tarassaco , non più adatti per farne “capperi” , leggi anche Miele (sciroppo) di tarassaco : un toccasana per la tosse , ricavato proprio con i fiori .

    E se nel tuo orto o giardino non c’è tarassaco a sufficienza ?

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  • Semine e lavori di Marzo

     

    Finalmente Marzo ! L’inverno è decisamente alle spalle insieme al freddo e alla pioggia . E’ stato un inverno decisamente lungo e rigido . I danni sono stati tanti , soprattutto nelle regioni dove difficilmente si raggiungevano temperature così basse .

    Le piante perenni sono sicuramente un punto di riferimento nei nostri giardini : al primo inaspettato fiore , avremo la certezza che la primavera non è così lontana .

    E in effetti ci siamo !

    Già dal mese di Febbraio abbiamo dato il via libera a talee ed innesti .

    I temerari sono già partiti con le semine da Gennaio , ma sicuramente Marzo è il momento migliore per iniziare , senza dover temere per bruschi cali di temperatura .

    In luna crescente , ancora al riparo , in vaso si seminano anguria  , basilico , cetriolo , melone , zucca , zucchino , mentre in semenzaio melanzana , peperone , peperoncini piccanti , pomodori . Direttamente a dimora , riparando con serra a tunnel  è possibile seminare arachidi , bietola a costa larga  , carota , pisello , prezzemolo , ravanello , fagiolo , fagiolini e piante aromatiche .

    Via libera anche alla semina della calendula , bella di notte , clarkia , fiordaliso , e tutti gli altri fiori annuali , anche direttamente a dimora all’aperto se le temperature si sono stabilizzate sopra i 10 °C .

    Si trapianta all’aperto l’asparago .

    In luna calante , in semenzaio protetto , sedano , indivia scarola riccia , lattughe , misticanze  ,  valerianella , spinacio , cipolla e porro .

    Si ultimano e si sospendono le potature dei alberi a foglia caduca , delle rose o deli alberi da frutto prima della ripresa vegetativa .

    Marzo è anche il periodo ottimale per partire o ripartire con il compost , preparando nuova composta con le sfalciature di prato o il fogliame e utilizzare la composta matura per arricchire e migliorare la struttura del terreno . Per approfondimenti sul compostaggio suggeriamo il nostro articolo ” Compostaggio : come si prepara e quali sono i vantaggi del compost ” .

     

     

     

     

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  • Lavori nell’orto e semine di Febbraio

    “Il sole di Febbraio si insinua nei rami : tinge i germogli e gonfia le foglie che sono dentro”

    Febbraio è il mese delle attese , della preparazione , delle promesse che saranno mantenute e esploderanno come fuochi d’artificio in un turbinio di colori e profumi solo nel mese di Marzo .

    In questo mese si comincia a fare sul serio nell’orto : in semenzaio riscaldato , in luna crescente si seminano basilico , melanzana , peperoni e pomodoro . Nei vasetti anguria , cetriolo , melone , zucchino . Direttamente a dimora protetta , erbe aromatiche , ( timo , santoreggia , lavanda ) . A dimora all’aperto , bietola , carota , pisello , prezzemolo , ravanello , rucola .

    E’ possibile trapiantare all’aperto la cipolla da seme, al riparo le lattughe .

    Nel giardino , sempre in luna crescente , in vaso al riparo è possibile seminare begonia , garofano , dalia , petunia , ecc… A dimora all’aperto possibilmente con pacciamatura rampicanti annuali ( convolvolo , clematide ..) . Ancora , si possono trapiantare alberi , arbusti , rampicanti , rose ed ortensie .

    Via libera alle talee e agli innesti ( Leggi anche “Guida agli innesti e all’uso dell’innestatrice 3T ” )

    In fase calante , invece , in semenzaio riscaldato , si seminano sedano , lattuga . A dimora all’aperto scalogno , cipolle , radicchio , spinacio , valeriana . Si trapianta all’aperto aglio , cipolla ( piccoli bulbi ) , scalogno , topinambur .

    Potatura : Si potano le erbe aromatiche come salvia e rosmarino . Gli alberi che hanno avuto una fioritura a Dicembre o Gennaio , quelli a foglia caduca , eliminando i rami secchi o danneggiati dal vento e dalla neve .

    Eliminare i polloni ( quei rami che si sviluppano alla base degli alberi o direttamente sul tronco ) che sottraggono solo nutrimenti all’albero e spesso , nel caso di alberi innestati , non porterebbero nemmeno frutti .

     

     

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  • Sciroppo per la tosse con il marrubio

    Il marrubio comune (nome scientifico Marrubium Vulgare) è una varietà erbacea perenne spontanea diffusa praticamente in tutta Italia, fatta eccezione della Pianura Padana. E’ riconoscibile per i fiori bianchi, le foglie ovali, picciolate, attraversata da nervature, con bordi irregolari e un aspetto rugoso. Non supera i 50-60 cm di altezza.

    Deve il suo nome (in ebraico “mar” significa amaro e “rob” succo) al sapore amaro delle sue foglie. In realtà questo particolare sapore lo si attribuisce alla marrubina, una sostanza che conferisce alla pianta le proprietà mucolitiche ed espettoranti, oltre che depurative per fegato e reni.

    Le parti utilizzate della pianta sono fiori e foglie che però vanno utilizzate esclusivamente da essiccate, in quanto da fresche possono generare dermatiti da contatto.

    Se ne sconsiglia l’uso in gravidanza e in allattamento, se affetti da gastriti, o ulcera peptica. Prima di intraprendere qualsiasi cura, anche mediante rimedi naturali, chiedere consiglio al medico curante.

    Si ricorda inoltre che prima di raccogliere ed utilizzare una qualsiasi varietà spontanea bisogna essere certi dell’identificazione perché naturale non significa innocuo!!! In natura ci sono tante piante velenose o tossiche. Inoltre potrebbe rientrare tra le specie protette e raccogliere anche un solo esemplare potrebbe compromettere l’esistenza di una varietà rara in via di estinzione. Ancora, dopo essersi accertati dell’identità della pianta e quindi anche della possibilità di raccoglierla, è sempre buona norma non danneggiarla, prelevare solo il fogliame, per consentirle di continuare a vivere e crescere.

    Dopo questa doverosa precisazione, passiamo alla preparazione dello sciroppo di marrubio.

    Occorrente :

    • Un cucchiaio di foglie e fiori di marrubio precedentemente essiccati
    • 1 tazza di acqua
    • mezza tazza di miele

    Preparazione:

    Come già detto, il marrubio va utilizzato solo dopo essiccazione. Il periodo di raccolta è da Maggio a Settembre. Si prelevano le foglie e i fiori, facendo attenzione a lasciare integro il fusto, così la pianta continuerà a dare nuove foglie.

    L’essiccazione può essere fatta al sole, in essiccatore o al forno per qualche minuto ad una temperatura bassa: purtroppo molti forni partono direttamente da 60°. L’ideale sarebbe intorno ai 40°.

    Dopo aver essiccato il marrubio, lo si lascia in infusione in acqua bollente per circa 10-15 minuti. Si filtra e si aggiunge all’infuso ancora tiepido il miele così da farlo sciogliere bene. Il miele in questa preparazione alla duplice funzione di dolcificante, in quanto il marrubio è molto amaro e di antibatterico naturale. Si fa raffreddare del tutto riponendolo in un contenitore ermetico o una bottiglia e si conserva in frigo per qualche mese.

    All’occorrenza, in caso di tosse grassa, mal di gola e raffreddamento in generale, si assumono 4 cucchiai nell’arco della giornata.

    Il marrubio può essere anche coltivato addirittura in vaso, considerate le ridotte dimensioni.

    I semi di Marrubio comune sono disponibili sul nostro shop al link https://www.ifioridelbene.com/semi/304-semi-di-marrubio-marrubium-vulgare-.html

     

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  • Blue Monday: cos’è e soprattutto c’è un fondamento scientifico ?

    Secondo uno psicologo di Cardiff, Cliff Arnald ,il terzo lunedì di Gennaio è il giorno più triste dell’anno. La teoria ha di base un complesso calcolo matematico e a molti sembra l’ennesimo studio insensato che sa quasi di trovata pubblicitaria. In realtà non è così, o meglio, non necessariamente tutti gli anni il terzo lunedì di Gennaio è e sarà il più triste, perché detta così sa effettivamente di bufala. Tuttavia, sorvolando sul discorso delle formule matematiche e del giorno prestabilito, il periodo post-natalizio, nel pieno dell’inverno non è proprio roseo…piuttosto ha sfumature che virano al blu!
    Oltre ai classici malanni di stagione infatti sempre più spesso capita di avvertire un generale senso di tristezza accompagnato da stanchezza ed irritabilità.
    Questo senso di malessere è stato chiamato “Winter Blues” ed ha delle cause scatenanti ben precise: la riduzione delle ore di sole, le temperature rigide che inevitabilmente portano a trascorrere più ore in casa, riducendo talvolta le interazioni con parenti e amici e anche il movimento.
    Generalmente questo malessere sparisce da solo con l’arrivo della primavera, ma in attesa della bella stagione è possibile ovviare al problema con dei piccoli accorgimenti.

    Come migliorare l’umore partendo dall’alimentazione

    Una corretta alimentazione è sempre consigliata, ma in questo caso specifico è ancora più importante modificarla integrando cibi ricchi di serotonina e triptofano, che regolano  appunto l’umore ed il sonno. Tra i cibi con un buon apporto di queste sostanze ricordiamo il cioccolato, noci, banane, mandorle, uova, kiwi, pomodoro, peperoncino ed anche i semi di zucca.

    L’influenza dell’attività fisica sul benessere psicofisico


    Fondamentale è una regolare attività fisica, anche leggera: durante il movimento il corpo elimina tossine e sprigiona le endorfine, anch’esse regolatrici dell’umore.

    L’uomo è un animale sociale

    Ricollegandoci ad Aristotele, avere una vita sociale ricca e soddisfacente, uscire preferibilmente nelle ore diurne (il sole “fissa” la vitamina D e attiva la serotonina, migliorando proprio l’umore ) aiuta sicuramente ad allontanare tristezza e malumori.

    Dunque c’è un fondo scientifico in questa teoria e una vita sana può aiutare a fronteggiare le problematiche correlate.

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  • Lavori nell’orto di Gennaio

    Come detto già a Dicembre , i mesi invernali , soprattutto per chi vive in zone dove il clima è davvero rigido , sono dedicati perlopiù alla preparazione dell’orto per la primavera . Dopo la prima metà di Gennaio però , che per statistica portano la prima gelata notevole dell’inverno , è possibile iniziare a fare qualche semina chiaramente in ambiente protetto , come semenzai riscaldati . In questo mese è possibile seminare basilico , melanzana , peperone , pomodoro , cetriolo e melone ( in luna crescente ) e lattughe ( in fase di luna calante ) . E’ possibile seminare anche direttamente a dimora ravanello e rucola ( luna crescente ) e radicchio e valerianella ( fase calante ) , purché in ambiente protetto , come una serra a tunnel   .

    E’ necessario potare rami secchi , spezzati dal vento ed eliminare eventuale neve in eccesso per evitare ulteriori danni .

    Ancora per tutto il mese , è possibile raccogliere le marze per gli innesti : ricordiamo , infatti , che le marze vanno raccolte durante la fase di riposo vegetativo dell’albero , prima che cominci a formare le prime gemme ( orientativamente avviene a partire da febbraio ) .

    L’inverno morde con i suoi denti

    o frusta con la sua coda

    – Proverbio –

     

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  • Oro , incenso e mirra : i doni della natura che curano

    Il 6 Gennaio  si festeggia l’Epifania , ovvero la visita dei Magi al Bambin Gesù , portando in dono oro , incenso e mirra .
    Dietro la simbologia di ciascun dono (l’oro simboleggia la regalità del Bambino nato , l’incenso ricorda la sua divinità ; la mirra, usata perlopiù durante le mummificazioni , rappresenta il sacrificio e la morte di Gesù uomo ) , in realtà si nascondono dei rimedi naturali tuttora molto validi .

    INCENSO – L’incenso, conosciuto soprattutto per il suo uso durante le cerimonie religiose e funebri, viene estratto dalla Boswellia, una pianta dell’antica medicina ayurvedica. Secondo diverse ricerche scientifiche , in questa resina sono presenti numerose sostanze dotate di attività antinfiammatoria. La Boswellia si utilizza ormai da molti anni, ottenendo buoni benefici, nei pazienti con colite ulcerosa, morbo di Crohn o altre malattie croniche a carico dei bronchi come delle articolazioni.

    MIRRA – La mirra tra i doni dei Magi è forse la sostanza più misteriosa e meno conosciuta , molti neppure sanno cosa sia esattamente . Si tratta anche in questo caso di una resina ricavata però da una pianta tipica della penisola arabica, Mesopotamia e India . Nell’antichità si usava soprattutto per la pratica della mummificazione . Molti sono gli studi fatti sul meccanismo di azione di alcune sostanze chimiche presenti in questa resina, sui recettori per gli oppioidi, spiegandone così le capacità analgesiche , antinfiammatorie ed antisettiche . Quindi si rivela particolarmente utile nella cura di gengiviti, afte, peridontopatie e nella terapia di ferite e ulcerazioni cutanee.

    ORO – Molto probabilmente non si trattava del prezioso metallo , ma dell’altrettanto preziosa polvere di Curcuma , color oro appunto, proveniente sempre dall’Oriente, pregiata sia in cucina, che nella medicina. Oggi sappiamo che la Curcuma è una preziosa alleata della salute per le proprietà antiossidanti particolarmente attive contro i fenomeni infiammatori cronici . Usata sempre più di frequente nella cura della psoriasi e da infiammazioni croniche intestinali o reumatiche .

     

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