Come preparare il caffè di Lupino

caffe-lupinoTra le semine autunnali non può mancare il lupino (lupinus albus – lupino bianco): un alimento preziosissimo, che lo fa entrare di diritto nella categoria dei “super cibi“,  in quanto privo di glutine, ricchissimo di minerali, vitamine , proteine vegetali (molte di più della soia), omega 3 e omega 6.
Ma forse non tutti sanno che con il lupino si può ottenere anche un surrogato del caffè, sfruttando l’alcaloide che lo rende amaro. Il lupino, infatti, prima di essere usato, generalmente viene “deamarizzato”.

Come deamarizzare il lupino

Il lupino, per essere utilizzato come alimento, ha bisogno di un processo di deamarizzazione, ovvero deve essere trattato. E’ necessario prima tenere in ammollo i semi per qualche ora e poi portare l’acqua in ebollizione per circa mezz’ora, non di più, altrimenti si sfarinano. Successivamente, si sostituisce l’acqua e si lascia riposare per circa una settimana, sostituendo l’acqua almeno due volte al giorno. Dopo questi sette giorni, se si desidera utilizzare il lupino come snack salato, si cambia di nuovo l’acqua, mettendovi dentro anche il sale (circa 75g-100g di sale per litro), ricordando che la quantità di “salamoia” dipende ovviamente da quella dei lupini e che la salamoia deve coprirli completamente. Dopo qualche giorno finalmente si possono consumare. Se invece si desidera utilizzare il lupino come un comune legume, nella fase finale non si utilizza sale e si procede con la cottura come di consuetudine.

Il caffè di lupino

Per preparare il caffè di lupino, si salta il passaggio della “deamarizzazione”, e i semi di lupino vengono fatti tostare nell’apposito tosta caffè o in una semplice padella, fino a quando non hanno raggiunto la tipica colorazione brunita. Dunque si procede con la macinatura. Chiaramente, in quanto surrogato , non avrà lo stesso aroma del caffè né la caffeina, anzi, a differenza dell’originale, il sapore è molto più amaro e carico, tanto che può essere necessario fare una miscela con altri sostituti, come l’orzo e frumento.

 

I Super cibi : semi di lino

Semi-di-linoGran parte dei semi sono ricchissimi di proteine vegetali, fibre, minerali ed acidi grassi essenziali. Il seme, infatti, è un concentrato di energie e nutrienti di riserva per il futuro germoglio.

Ogni tipo di seme ha delle peculiarità. I semi di lino, ad esempio, sono ottimi antiossidanti e ricchi di principi che favoriscono un’azione disinfettante e ricostituente sull’organismo. Sono molto ricchi di proteine (20-25%), Omega-3, calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio e forniscono tutti gli aminoacidi essenziali.

Inoltre forniscono una buona quantità di fibra con effetti benefici sul sistema digestivo ed aiutano a combattere i problemi di stipsi e ad abbassare il livello di colesterolo nel sangue.

L’Omega-3 ha ottime proprietà anti-infiammatorie e abbassa la pressione del sangue.

Le sostanze nutritive del seme aumentano sensibilmente durante il processo di germogliazione producendo inoltre enzimi, sostanze vive fondamentali per la digestione e il metabolismo. Quindi per chi non gradisce i semi, può anche assumerne i germogli. Come? In entrambi i casi, semi o germogli, possono essere inseriti in fresche e ricche insalate, aggiunti nei contorni al termine della cottura, o nei primi piatti.

Potrebbero interessarti :

 

I Super cibi: pomodoro nero di Crimea

pomodoro-nero-di-crimea

Il Pomodoro Nero di Crimea (Solanum Lycopersicum ‘Nero di Crimea’) appartiene alla famiglia delle Solanacee, proprio come tutti gli altri pomodori. La sua peculiarità è nella colorazione: un rosso, tendente al marrone scuro , con striature verdi, quindi non è proprio “nero-nero”, come lascia intendere il nome. Tale colorazione è data dall’altissima quantità di licopene, un carotenoide che, oltre ad avere molteplici proprietà di cui parleremo dopo, ha anche la funzione di dare una colorazione ai frutti e agli ortaggi. In realtà è presente in tutti i pomodori, ma in quantità maggiori nel nero di Crimea, purché a completa maturazione. Infatti a parità di varietà , a differenti stadi di maturazione, presentano concentrazioni di licopene differenti. Secondo recenti studi, è stato dimostrato che il licopene è tra i carotenoidi con il più alto potere antiossidante, quindi un ottimo alleato nella prevenzione di tumori. Nello specifico, si è dimostrato particolarmente efficace nel ridurre i rischi di cancro alla prostata nell’uomo e al seno nelle donne.

Da altri studi sul licopene si è anche dimostrato che se trattato termicamente, quindi con la cottura, la sua biodisponibilità  aumenta, ovvero viene assorbito meglio e più in fretta dal corpo, soprattutto in presenza di grassi, in quanto lipofila.

In altre parole, uno spaghetto al pomodoro, che è un po’ l’emblema della cucina italiana, si dimostra una scelta gustosa ed anche molto salutare.

Da un punto di vista della coltivazione, il nero di Crimea ha anche un ciclo piuttosto breve: dopo tre mesi dalla semina, è già possibile raccogliere i primi frutti.

Potrebbe interessarti :

I Super cibi: il lupino

Lupino alleato contro colesterolo e diabeteIl lupino è un legume tutt’oggi ancora associato all’idea di snack, mangiato in salamoia e venduto in sagre o fiere di paese.
In realtà negli ultimi anni è stato molto rivalutato per la grande quantità di proprietà:

  • alto contenuto proteico: è tra i legumi a presentare il più alto contenuto proteico (ben 36 g per 100 g di prodotto), anche più della soia (34 g per 100 g), quindi risulta una valida alternativa nelle diete vegetariane e vegane.
  • alto contenuto Omega-3: acidi grassi polinsaturi essenziali che regolano il colesterolo “cattivo” (LDL) del sangue
  • presenza della proteina conglutina: recenti studi hanno dimostrato la capacità di questa proteina di regolare i valori del glucosio nel sangue, verosimilmente all’azione della stessa insulina.
  • ricco di fibre e poche calorie: 100 grammi contengono appena 116 Kcal e ben 3 grammi di fibre, rendendolo adatto anche in un regime alimentare controllato e ai celiaci, in quanto non contiene glutine.

 

Coltivarlo è semplice e, in quanto leguminosa, arricchisce anche il suolo di azoto, rendendolo più fertile.
Sicuramente una varietà da rivalutare nell’alimentazione e nella coltivazione.

Dove acquistare i semi di Lupino : http://www.ifioridelbene.com

 

I super cibi: la Stevia. Come si coltiva e come si usa.

Stevia , l'alternativa allo zuccheroPresente ormai in tutti i prodotti a basso contenuto calorico, meglio ancora, “low-carb”, ovvero a basso contenuto di carboidrati, forse non molti sanno cos’è effettivamente la Stevia e perché è rientrata di diritto nei cosiddetti “super cibi”.
E’ un arbusto perenne appartenente alla famiglia dei crisantemi originaria del Paraguay e Brasile: utilizzata come dolcificante naturale per la presenza dello stevioside, il principio che ne determina il potere dolcificante a zero calorie e senza influire sui valori della glicemia (dunque molto importante anche per chi soffre di diabete).
Lo stevioside a differenza di altri dolcificanti di sintesi, come l’aspartame, oltre a non apportare danni alla salute, non si altera alle alte temperature, quindi è adatto anche nelle cotture (gli edulcoranti di sintesi alle alte temperature si “denaturano”, perdendo il potere dolcificante).
La Stevia si adatta bene anche ai climi italiani e, grazie alle modeste dimensioni, può essere coltivata anche in vaso, avendo l´accortezza di mantenere il terreno sempre ben drenato.
La Stevia necessita di luce ed annaffiature costanti, effettuate solo
quando la terra è asciutta.
E’ una pianta perenne. In inverno si consiglia di tenerla al riparo.
Le piante vanno potate almeno due volte: prima e dopo la fioritura. La prima quando la pianta raggiunge 10-12 centimetri di altezza, con tagli netti e obliqui e fatti al di sopra di una gemma, dalla quale si formerà un nuovo ramo. Questa potatura ha la funzione di far crescere la pianta in larghezza, piuttosto che in lunghezza, aumentando quindi il numero delle foglie. La seconda potatura va fatta subito dopo la fioritura (da Ottobre in poi), e dopo che tutti i semi siano stati raccolti, infatti in autunno la pianta generalmente comincia a seccare, per andare in riposo vegetativo durante l’inverno. E’ a tutti gli effetti una ” brevidiurna”, ovvero subisce molto l’influenza della riduzione quotidiana delle ore di luce: come le ore di luce si riducono, comincia a fiorire per terminare il suo ciclo.

Dopo la potatura, se preservata dal freddo, la stevia rigetterà nuovamente durante la primavera successiva.

I semi, quindi, si raccolgono nel momento in cui i fiori, piccolissimi e bianchi (non profumano), cominciano a seccare.
La Stevia si può riprodurre anche mediante talea.
La talea, che è di tipo erbacea, va fatta proprio all’inizio di primavera: si preleva un rametto dalla parte più giovane della pianta e lo si interra. Nel giro di qualche settimana la talea inizierà a radicare.

Come si usa la Stevia Rebaudiana:

Foglie fresche.

Si possono usare per infusioni o decotti.

Estratto liquido di Stevia.

Estratto di Stevia :
Ingredienti :
– 1 litro di alcool a 95°
– 350 grammi di foglie fresche di stevia
– 350 ml d’acqua

Preparazione :
L’estratto si prepara mettendo le foglie fresche ( 350 grammi) in un
litro di alcool a 95° e lasciando macerare il tutto per 15 giorni.
Successivamente si filtra la soluzione e la si diluisce aggiungendo 350 ml di acqua. A questo punto si fa evaporare l’alcool, riscaldando la soluzione a fuoco lento per evitare che possa infiammarsi. Poi si procede concentrando la soluzione facendola bollire (quindi a fiamma vivace) fino a raggiungere la consistenza di uno sciroppo. Ovviamente più l’estratto è concentrato, più è dolce.
E’ stato stimato che 200 grammi di sciroppo (ottenuto da 1 litro di
alcool) abbia un potere dolcificante pari a circa 14 chili di zucchero
(saccarosio).

Polvere:

Si ottiene dalle foglie secche, ottenute come la maggior parte delle erbe officinali, ovvero lasciandole essiccare al sole per qualche giorno.
Dopo l’essiccazione si procede allo sminuzzamento delle foglie, che possono essere sbriciolate manualmente o in un comune mixer.

Grappa alla Stevia:

Occorrono circa 50 foglie di Stevia (ben lavate ed asciugate) per 1 litro di grappa bianca (preferibile quella a 40 gradi): basta tenere in infusione le foglie nella grappa per circa 30 giorni (in realtà dipende dai gusti, più tempo resta nella grappa, più sarà marcato il carattere dolce della stevia), si filtra e si gusta a temperatura ambiente!
La grappa, tipicamente pungente, con la Stevia assume un carattere tondo e diventa gradevole come un liquore.

Leggi anche Limoncello senza zucchero con la stevia

Potrebbe interessarti anche :

I super cibi: bacche di Goji, proprietà, usi e coltivazione

Bacche di Goji

Coltivate da migliaia di anni e considerate un potente integratore naturale, le bacche di goji sono diventate note almeno in Italia solo di recente. Il consumo giornaliero raccomandato di queste bacche rosse è di circa 10/20 grammi al giorno.

Proprietà delle bacche di Goji

Consumate sia fresche che essiccate, hanno un elevato contenuto di antiossidanti, vitamina C (500 volte superiore alle arance), calcio, ferro, vitamine del gruppo B, sali minerali e proteine (ben 12 g per 100 g). Stimolano il metabolismo e il sistema immunitario, aiutano il sonno e hanno anche proprietà antinfiammatorie. Tuttavia, in un’alimentazione controllata, durante una dieta ipocalorica, è bene anche ricordare che 100 g di bacche i Goji contengono 362 Kcal, quasi quanto la pasta da cruda. Quindi in riferimento alla quantità giornaliera consigliata, l’introito calorico supplementare sarà di 36-72 Kcal, valore trascurabile se si rispettano le dosi suggerite.  

Come si consumano le bacche di Goji

Le bacche di Goji possono essere mangiate sia essiccate che fresche. Se le consumate essiccate, si possono mangiarle così come sono come snack oppure, come ingrediente in dolci o insalate, ammollandole prima in acqua come si fa con l’uvetta. Possono essere utilizzate da fresche anche frullate estraendone il succo, o da essiccate sempre dopo averle precedentemente ammollate. Si possono aggiungere a frullati e bevande. Infine possono essere utilizzate in infusione per ottenerne una bevanda calda.

Come si coltiva Lycium Barbarum, ovvero la pianta delle bacche Goji

Forse non tutti sanno che il Lycium Barbarum, nome botanico della pianta nota per le sue bacche, pur essendo originaria dell’Asia Orientale, è possibile coltivarla facilmente anche in Italia. Addirittura in Europa ne esiste una forma spontanea di Lycium, il Lycium Europaeum. Considerate le piccole dimensioni del Lycium Barbarum, può essere tenuto anche in vaso. Non teme il freddo, ma in climi particolarmente rigidi, è preferibile utilizzare una copertura in TNT (tessuto non tessuto) o il ricovero in serra. Appartiene alla grande famiglia delle Solanacee, la stessa di pomodori, melanzane e peperoni e pertanto ha esigenze simili: predilige terreno sabbioso e ben drenato, con posizione soleggiata.

Dove trovare Semi di Lycium Barbarum (Bacche Goji) : su http://www.ifioridelbene.com/semi/18-semi-di-lycium-barbarum-bacche-goji.html