Nuovi e vecchi sapori : i tenerumi

Chi ha origini meridionali conosce sicuramente i “tenerumi” , detti anche “talli” in Campania , “caddi” in Sicilia o “ciùmm” in Puglia : sono la parte più tenera dei germogli , comprese le foglie , delle cucurbitacee rampicanti , come zucche o le lagenarie .
Apparentemente i tenerumi potrebbero sembrare una parte di scarto da destinare alla fine del ciclo della pianta alla compostiera . In realtà sono invece utilizzabili in molti modi e è addirittura una vera e propria leccornia  . Sicuramente , come l’alimurgia , questa ricetta , trae origine dall’esigenza di utilizzare , in tempi di crisi , tutte le parti edibili della pianta .
L’impiego più diffuso è nelle minestre estive , ma in realtà possono essere anche ripassati in padella , utilizzati nelle frittate , in torte salate , sulla pasta o frullati per creare deliziose vellutate .
Si consiglia di raccoglierli tra Maggio e Giugno , proprio per avere la certezza che siano teneri e per non compromettere la fioritura e la produzione della pianta .

Oltre ad essere buone e praticamente a costo zero , i tenerumi hanno anche pochissime calorie e tutte le proprietà della zucca : molte vitamine , fibre e proprietà depurative .

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Semine e lavori di Maggio

<< Aprile fa il fiore e Maggio gli dà il colore.>>

Proverbio

Pur essendo l’ultimo mese di primavera , in realtà ogni anno Maggio come i suoi predecessori si trascina giorni di instabilità con sbalzi di temperatura anche molto violenti . Tuttavia , tempo permettendo , chi intraprende le semine in questo mese può procedere senza l’ausilio di coperture , serre , direttamente a dimora o semenzaio all’aperto .

In fase crescente direttamente all’aperto si può seminare cardo , basilico , bietola , carota , fagiolo , fagiolino , prezzemolo , zucchino , anguria , cetriolo , melone , pomodoro , ravanello, rucola , zucca , luffa e tutte le altre cucurbitacee non menzionate . Via libera alla semina di fiori biennali , come primula , campanula , non ti scordar di me , digitale , malvarosa , agli annuali ( fiordaliso , escolzia , iberis ) .

In semenzaio all’aperto cavolfiore precoce .

Trapiantare all’aperta le semine dei mesi precedenti ( cucurbitacee , melanzane , peperoni , pomodori..ecc.., ma anche i fiori annuali a fioritura estiva ed autunnale , i bulbi .. )

In fase calante , in semenzaio all’aperto , si può seminare cavoli , sedano , indivia , lattughe , porro , scarola . Direttamente all’aperto , radicchio e spinacio .

LAVORI :

  • Rincalzare ( con una zappetta , delicatamente , si accumula terra intorno alla pianta ) pomodoro , melanzana , fagiolo , pisello , patata e fava
  • Si cimano melone ed anguria , tagliando , appunto le cime per irrobustire la pianta .
  • Si effettua la sfemminellatura del pomodoro : si eliminano i germogli alla base delle diramazioni che , oltre a non portare frutti , sottraggono energia e nutrimento alla pianta .
  • Si inseriscono sostegni adeguati alle rampicanti o altre piante che ne hanno bisogno .
  • Tagliare il prato regolarmente , mantenendo l’altezza intorno ai 3 cm
  • Cimare gli steli dei crisantemi per ottenere una produzione abbondante di fiori .

 

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Tintura all’arnica : come si prepara e come si usa contro le distorsioni

Spesso abbiamo parlato degli oleoliti , ovvero infusione di erbe officinali in olio per estrarne le proprietà terapeutiche . In realtà esistono tante altre preparazioni estrattiva , ma per semplicità sia nel reperire le materie prime  che di esecuzione , sicuramente gli oleoliti sono un primo approccio adatto anche ai neofiti .

Altre tecniche estrattive , come ad esempio le tinture , prevedono l’utilizzo di alcool e una successiva diluizione con acqua in base al tipo di pianta impiegata . Anche il rapporto tra piante e alcool varia molto , così come i tempi di macerazione .

Senza scendere troppo nel dettaglio dunque , e anche cercando di semplificare , per preparare una tintura di arnica occorrono :

  • 10 grammi di radice di arnica essiccata
  • 120 ml di alcool alimentare 95°
  • 70 ml acqua distillata

Si lascia in macerazione la radice di arnica nell’alcool per circa 20 giorni , agitando il contenitore ermetico quotidianamente .

Successivamente si filtra e si diluisce con l’acqua , riponendo il composto in un contenitore di vetro scuro , meglio ancora se dotato di contagocce .

La tintura così ottenuta , non va MAI ingerita ( l’arnica è tossica se ingerita !) , viene utilizzata solo per uso esterno e mai su pelle lesionata .

E’ molto indicata in caso di distorsioni , slogature e dolori muscolo-scheletrici : si applica su una garza per formare degli impacchi da applicare sulle parti doloranti . La presenza di glucosidi flavonoici  donano all’arnica proprietà vasocostrittori , influendo sulla circolazione , e dunque è molto indicata per il riassorbimento di ematomi .

L’arnica montana è una pianta spontanea , tuttavia risulta sempre più difficile reperirla in natura , tanto da rientrare tra le specie protette .

Coltivarla non è difficile .

Dove acquistare i semi di Arnica Montana ?

I semi di Arnica montana sono disponibili sul nostro sito alla pagina http://www.ifioridelbene.com/semi/302-semi-di-arnica-montana.html

 

 

 

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Semine e lavori di Aprile

<< D’Aprile non ti scoprire >>
I proverbi hanno sempre un fondo di verità .

Infatti , se il detto “Marzo è pazzo” racconta dell’instabilità di questo primissimo mese di Primavera , purtroppo nemmeno il suo successore è da meno . In questa categoria del blog , riassumiamo mese per mese il calendario delle semine , tuttavia le variabili climatiche sono così tante da regione a regione e da anno in anno , che in verità questa rubrica vuole essere solo una guida indicativa . Come già accennato in un precedente post a proposito del calendario fenologico in agricoltura sinergica , anche l’esperienza personale , cogliendo dei riferimenti locali ( la fioritura di una perenne , la migrazione degli uccelli ..ecc..) , possono essere molto più indicativi nel capire i tempi giusti per le semine .

In questo mese , variabili permettendo , in fase crescente è possibile seminare , ancora in coltura protetta in vaso , le cucurbitacee ( meloni , zucche , zucchine , cetrioli , luffe , lagenarie.. ecc.) . Via libera ai fiori ( calendula , amaranthus , zinnia , begliuomini ) .  All’aperto a dimora le aromatiche , carote , bietole , ravanello , crescione , fagiolo , fagiolini , pomodoro , crisantemo , convolvolo , malva , papavero di California , fiordaliso , prato .

Trapianto e piantagioni : In coltura protetta , le semine dei mesi precedenti , possono essere trapiantate ( melanzane , cucurbitacee , peperoni , pomodoro ..) .

All’aperto , si procede con il trapianto di cavolo , lattuga , indivia .

In fase crescente , in coltura protetta , indivia riccia . All’aperto cavolo cappuccio , lattuga , porro , scarola .

 

 

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Pesto di aglio orsino ( Allium Ursinum)

Gli esperti di “foraging” aspettano la fine dell’inverno e l’inizio della primavera come i bimbi aspettano il Natale . Proprio a cavallo delle due stagioni l’aglio orsino ( Allium Ursino) è in piena produzione . Infatti sembra che prenda il nome dall’abitudine degli orsi a cibarsene al risveglio dal letargo . Lo si trova spontaneo in molte regioni d’Italia , principalmente nel sotto bosco , dunque il suo habitat è ombroso ed umido . E’ facilmente riconoscibile per le foglie lunghe e i fiori bianchi e , ovviamente , dall’odore dell’aglio , ma meno pungente ed intenso rispetto al ” cugino domestico” .

L’uso in cucina più diffuso è il pesto , ma in realtà può essere utilizzato in zuppe o insalate , sia cotto che crudo in sostituzione dell’aglio o dell’erba cipollina .

Oltre ad essere particolarmente prelibato , ha anche proprietà depurative , antisettiche , antiasmatiche , ipotensive , diuretiche , vaso-dilatatrici e febbrifughe proprio come tutte le liliacee .

Dunque un alimento buono e che fa bene , e non è poco .

Nella preparazione del pesto , l’aglio orsino sostituisce sia il basilico che l’aglio , dunque si utilizzano solo le foglie giovani di aglio ursino ( circa 100 g) , i pinoli ( 80 g) o altra frutta secca a piacere , formaggio ( 60 g) , olio evo ( 1 dl) , sale , pepe e a piacere una spruzzata di limone che smorza i sapori e rinfresca il palato  .

Chiaramente gli ingredienti sono opzionali e sostituibili con altri elementi . Ad esempio al posto del limone , si possono aggiungere delle foglie di menta o qualche pomodorino .

Insomma , non ci sono regole e ognuno può personalizzare la ricetta come meglio crede , variandola anche di volta in volta per avere risultati sempre squisitamente nuovi .

Come sempre ricordiamo di raccogliere le spontanee con moderazione , senza rovinare la pianta ( prelevare solo le foglie , senza estirpare l’intera pianta ) , non rovinare la vegetazione intorno , non raccogliere se non si ha la certezza che sia una varietà commestibile . Nel dubbio chiedere ad una persona esperta o iscriversi a uno dei tanti gruppi Facebook dedicati al riconoscimento delle spontanee ( ad esempio Erbe spontanee mangerecce o Erbacce e dintorni ) .

E se dove vivete non trovate l’aglio ursino come spontanea , si può sempre coltivare , avendo la premura di ricreare un ambiente ombroso ed umido .

Dove comprate i semi di aglio orsino ?  Su i fiori del bene , ovviamente !

—->>> Semi di AGLIO Orsino

 

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Argilla : proprietà ed usi

Quando si parla di argilla , nell’immaginario collettivo si pensa subito alle maschere . In realtà questo preziosissimo dono della natura di origine minerale è incredibilmente versatile e si presta a moltissimi impieghi .

Infatti l’argilla in polvere che , appunto , utilizziamo in cosmesi per realizzare le maschere , è la stessa che viene utilizzata per la produzione di ceramiche , o in campo floro-vivaistico per produrre l’argilla espansa . Addirittura in agricoltura biologica l’argilla , nella variante bianca (caolino) , viene utilizzata , diluita con acqua e spruzzata sugli alberi per proteggerli dalle mosche delle olive , dai danni del sole e prevenire la cascola , ovvero la caduta prematura delle gemme . Anche la cosiddetta “sabbietta” della lettiera dei gatti altro non è che argilla .

Ma che cos’è l’argilla ? In termini strettamente geologici , è una famiglia di minerali presenti in natura con una granulometria molto ridotta , dall’aspetto per così dire polveroso , caratterizzata da due principali aspetti : elevata assorbenza e , se idratata , formare una massa plastica molto compatta .

In un contesto cosmetico , le argille più usate sono la bianca , costituita da caolino , la verde ( bentonite) che si suddividono in base alla granulometria in macinata grossa , macinata fine , e ventilata .

La più versatile è la ventilata , adatta sia ad un uso interno che esterno .

Ebbene sì , oltre alle maschere , dell’argilla se ne può fare anche un uso interno . Per la precisione si può realizzare una bevanda a base d’argilla , sciogliendo un cucchiaio raso di argilla in un bicchiere di acqua fredda . Si lascia sedimentare per una notte e si beve solo l’acqua , lasciando l’argilla sul fondo . Non è piacevolissima come bevanda , soprattutto le prime volte . Tuttavia è molto depurativa ed indicata nei periodi di stress e cattiva alimentazione .

Per gli amanti dell’autoproduzione , con l’argilla si può realizzare anche un dentifricio in polvere , come ben spiegato nel libro “Io lo so fare ” di Mariella Correggia . Occorrono un barattolino di vetro , 3 parti di argilla bianca , 1 parte di bicarbonato , qualche foglia essiccata di menta o salvia , opzionale qualche goccia di olio essenziale . Si mescola il tutto e si applica sullo spazzolino all’occorrenza .

E per concludere , un ultimo utilizzo dell’argilla come smacchiatore dei tessuti : si applica sulle macchie e la si lascia agire .Grazie al suo potere assorbente , eliminerà ogni alone . Sarà sufficiente lasciar asciugare e spazzolare via l’argilla .

Dove acquistare l’argilla bianca :

—->> http://www.ifioridelbene.com/ecocosmesi/82-argilla-bianca-caolino-100-g.html

Dove acquistare l’argilla verde :

—->> http://www.ifioridelbene.com/ecocosmesi/81-argilla-verde-fine-200-g.html

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Insonnia primaverile : cause e rimedi

In primavera , oltre ai disturbi legati ai pollini , anche dormire può risultare difficile a causa delle ore di luce che aumentano , riducendo la secrezione della melatonina , ormone che regola appunto il sonno . La melatonina , infatti , viene prodotta dall’ipofisi durante il buio e viene interpretato dall’organismo come segnale di imminente riposo . Viceversa , in presenza di luce , la quantità di melatonina si riduce , portando l’organismo a stare sveglio .

Oltre agli integratori di sintesi , la melatonina è presente in natura in numerosi alimenti , come banane , ciliegie , uva , riso , cereali e prugne .

Tuttavia , se la sola correzione dell’alimentazione non dovesse bastare , esistono anche altri rimedi naturali per sconfiggere l’insonnia .

Tra i tanti rimedi , può aiutare anche l’assunzione di escolzia ( Eschscholtzia californica )   sotto forma di tintura madre , compresse o essiccata in infusione .
L’Escolzia , chiamata anche “Papavero Californiano” , in quanto appartenente appunto alla famiglia delle papaveracee , è una varietà erbacea annuale , largamente usata per decorare aiuole e bordure , ma in erboristerie è impiegato anche come sedativo : è utile contro mal di testa, disturbi dell’umore e del sonno, e la pressione alta . Lo stelo e i fiori , infatti , contengono degli alcaloidi che agiscono da un lato sull’attività cardiaca, abbassandone la pressione; dall’altro sul sistema nervoso centrale, riducendo l’attività delle cellule della corteccia cerebrale, in quanto inducono il rilassamento muscolare e stimolano il sonno .
La pianta ha anche un’azione antispasmodica e analgesica, dovuta alla presenza della chelidonia, che agisce come spasmolitico soprattutto al livello del sistema gastroenterico .
Il metodo più semplice per usarla è l’infusione delle sommità , essiccate o fresche , circa un cucchiaio per una tazza d’acqua .
Se ne sconsiglia l’uso ai bambini , in gravidanza o allattamento e alle persone che assumono psicofarmaci , antistaminici , antidepressivi e per chi è affetto da patologie cardiache .

A proposito di Escolzia …lo sapevi che è chiamata anche “pianta barometro” perché i suoi fiori poco prima di un temporale avvisano dell’imminente cambio di tempo chiudendosi ? No ? Allora ti potrebbe interessare anche il post “ Le piante barometro , altro che app !

Ti sei deciso a coltivare l’escolzia ?

Ecco dove comprare i semi di Escolzia –>> http://www.ifioridelbene.com/semi/44-semi-di-escolzia-in-miscuglio-eschscholtzia-californica-.html

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Spunti di coltivazione urbana in piccoli spazi

La coltivazione per così dire “urbana” , sfruttando piccoli spazi con adeguate condizioni di luminosità , è andata ben oltre la moda o una tendenza passeggera . Negli ultimi anni , infatti , è diventata una consuetudine dettata da svariate esigenze : il risparmio , la voglia di autosufficienza , la necessità di un cibo più naturale , ma anche il bisogno di conoscere i cicli vitali e la stagionalità del cibo .

La domanda più ricorrente dei detrattori dell’orto urbano è << Un pomodoro cresciuto nello smog è più sano di quello da serra ? >> .

Dal momento che il fenomeno dell’orto sul balcone è mondiale , sono stati fatti degli studi in varie nazioni . Le più approfondite risultano quelle da un’università tedesca che ha evidenziato che effettivamente coltivare in città può contaminare gli ortaggi con metalli pesanti derivati dai gas di scarico delle auto , ma che , tuttavia , a confronto con gli ortaggi ottenuti da coltivazione intensiva , risultano essere comunque meno contaminati da altre sostanze ugualmente dannose , quali concimi chimici o pesticidi .

In definitiva , è preferibile coltivare in città solo se si ha la possibilità di essere lontani da centri con intenso traffico . Inoltre quello stesso smog che contamina i “pomodori cittadini” è presente anche nell’aria che respiriamo . Dunque il problema non è l’orto urbano , il vero problema è lo smog !

L’orto sul balcone , in realtà , aiuta anche l’ambiente , aumentando la quota urbana di verde , oltre a ridurre anche , indirettamente , tutti gli imballaggi e la benzina che ne deriverebbe dal trasporto del pomodoro acquistato al supermercato .

Quindi più che evitare l’orto sul balcone , iniziamo ad evitare l’auto quando possibile .

Parlavamo di adeguata luminosità degli spazi urbani dove coltivare , infatti è possibile sfruttare balconi , davanzali , tetti , verande , purché si sfrutti al meglio lo spazio a disposizione e si rispettino le esigenze delle piante (illuminazione in primis  , ma anche il tipo di terriccio e le necessità idriche )

La scelta delle varietà da coltivare :

In base all’esposizione del balcone e alla luminosità  , si può stabilire la varietà di pianta più adatta da coltivare , ricordando che per una buona produzione ( fiori o ortaggi ) , ciascuna pianta necessita di almeno 6 ore di luce , al di sotto i risultati saranno scarsi .

Se il balcone è soleggiato , ovviamente , non c’è nessun tipo di limitazione . Mentre se si tratta di un balcone ombroso , è possibile coltivare principalmente le lattughe da taglio e le aromatiche .

Ad ogni modo sono da privilegiare piante a ciclo vitale breve, ovvero che possono essere raccolti dopo 30-60 gg dalla semina , quali lattuga , valeriana ,spinacio , indivia e rucola . O in alternativa ortaggi da radice , quali carote , ravanelli , barbabietole , avendo l’accortezza di usare vasi o contenitori più profondi e poi via libera anche a pomodori , peperoni , melanzane , zucchine e tutte le aromatiche .

Chi coltiva l’orto , che sia urbano o no , spesso si lamenta di avere una quantità spropositata dello stesso tipo di ortaggio per breve tempo . La soluzione è la semina “a scalare” che consente di avere meno ortaggi per periodi più lunghi : è sufficiente seminare poco , ma più spesso .

Ad esempio , la nostra confezione di spinaci contiene 15 g di semi . Utilizzando il contenuto in un’unica volta , il risultato è tanta verdura (di gran lunga superiore alle reali esigenze di una famiglia) , ma per poco tempo . Tuttavia seminando , ad esempio , 5 g ogni 2 mesi , è possibile raccogliere spinaci sempre freschi e nella quantità realmente necessaria per un periodo più lungo . Tuttavia , in caso di esuberi , i vicini di casa li appezzano volentieri o , in assenza di persone a cui regalarli , ci sono vari modi per conservarli : sottolio , sotto sale o essiccando .

Lo spazio :

Per sfruttare al meglio tutto lo spazio a disposizione , si fa ricorso a vasi con ganci al soffitto , fioriere con graticci che hanno anche la doppia funzione di sostegno per le rampicanti , utilizzando sia lo spazio interno che quello esterno al balcone , tenendo sempre presente la sicurezza in caso di vento o temporali , durante i quali è sempre preferibile riportare tutto all’interno . Fondamentale è disporre le piante su altezze differenti , in modo tale da non farsi ombra a vicenda . In commercio si trovano delle strutture studiate appositamente per creare delle gradinate per i vasi , ma in realtà possono andar bene anche vecchie cassette della frutta , disposte al di sotto dei vasi in maniera tale da creare i dislivelli .

Dunque usare tutto  lo spazio , soprattutto in altezza , ricorrendo eventualmente anche a mensole , scaffalature o vecchie librerie riportate a nuova vita .

Per chi ne ha la possibilità , si può usare anche il davanzale di una finestra ben illuminata come serra ,  isolando il vano con un pannello di plexiglas trasparente , per evitare la dispersione di calore .

N.B.:Prima di inserire le piante nella “Finestra-serra” , è buona norma testare la temperatura che non deve superare i 25 ° C , inoltre l’esposizione non deve essere mai diretta , altrimenti più che una serra , avrete costruito un forno solare , che ha comunque i suoi pro , ma non in questo frangente .

Il terriccio :

Per la coltivazione in vaso , sia di ortive che di piante da fiore , si consiglia l’utilizzo di una miscela di terriccio , composta da torba , terriccio universale ( salvo esigenze specifiche di acidità ) , argilla espansa , sassi ,  ecc..: tale miscela , con un’adeguata stratificazione nei vasi , favorisce la fuoriuscita dell’acqua in eccesso e un’adeguata circolazione dell’aria , entrambi fattori importanti per la prevenzione di muffe e marcescente . A proposito della stratificazione , è buona norma disporre sul foro del vaso cocci o sassi per evitare la dispersione della terra non ancora compatta . Poi si dispone l’argilla espansa e la miscela di torba e terriccio , mista a compost maturo che , oltre ad essere un ottimo ammendante ( migliora , cioè , la struttura del terreno , rendendolo meno compatto ) , lo arricchisce di elementi della fertilità .

L’irrigazione :

L’irrigazione è il cruccio di tutti i neofiti del giardinaggio , in quanto non esistono regole fisse per stabilire quante volte in un dato lasso di tempo occorre irrigare , perché le variabili sono tantissime . Molto infatti dipende dall’esposizione al sole del balcone , dalla varietà della pianta e dunque dalle sue esigenze , dall’ampiezza e dal materiale del vaso ( la terracotta traspira molto rispetto alla plastica che , invece , trattiene molto di più l’acqua ) e dalla stagione . In linea di massima , in estate può essere necessario annaffiare anche tutti i giorni , se il terriccio appare arido e la pianta sofferente (preferibilmente al mattino o nel tardo pomeriggio) . In inverno , invece , si possono diradare o addirittura sospendere , in caso di piogge .

Ad ogni modo , i danni di un’irrigazione eccessiva sono irrimediabili perché generano marcescenze al livello radicale , dunque sono visibili solo quando ormai è troppo tardi , mentre invece la carenza di acqua si manifesta subito con la perdita di turgidità delle foglie e si può rimediare in pochi minuti annaffiando .

Nel dubbio , dunque , meglio stare un po’ indietro con le irrigazioni e consigliamo anche di leggere il post su come risparmiare acqua in giardino , dal momento che l’acqua è un bene prezioso .

Caldo e freddo :

Le radici delle piante in vaso sono molto più esposte agli sbalzi di temperatura rispetto a quelle coltivate in piena terra , dunque la pacciamatura , ovvero l’isolamento delle radici è fondamentale . Ne abbiamo già parlato molto approfonditamente nel post ” La pacciamatura ” , dove spieghiamo i vantaggi e i materiali da utilizzare .

Impollinazione :

Molto spesso chi coltiva ortaggi come cucurbitacee ( zucchine , zucche , cetrioli , ma anche la luffa o le lagenarie ) si lamenta che i fiori delle loro piante , dopo qualche giorno dalla fioritura , cadono senza dar vita ai frutti . Questo accade perché non c’è stata l’impollinazione che di solito avviene ad opera di insetti o anche del vento . In questi casi , l’impollinazione deve essere manuale , utilizzando un pennellino , o lo stesso fiore .

 

Potrebbe interessarti anche la nostra sezione interamente dedicata ai prodotti per sfruttare al meglio lo spazio , come fioriere verticali , orti pensili e fioriere con griglie :

Visita —> Categoria ” Orto sul balcone

 

 

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“Capperi” ( boccioli ) di tarassaco sotto sale

Lo diremo fino allo sfinimento : del tarassaco non si butta via nulla ! Si utilizzano i rizomi , le foglie , i fiori e soprattutto i boccioli che , prima della fioritura possono essere raccolti e messi sotto sale proprio come i capperi . Ovviamente il gusto sarà diverso da quello del cappero , in quanto come le foglie , hanno un retrogusto amaro , però è proprio questo il bello dell’alimurgia : scoprire o riscoprire sapori e gusti nuovi per arricchire e rielaborare piatti della tradizione .
La preparazione è semplice . Occorre lo stesso quantitativo di sale grosso e boccioli di tarassaco . I boccioli vanno precedentemente lavati ed asciugati con cura , cosparsi di sale ed utilizzati dopo almeno 2-3 settimane .
Si possono conservare anche con l’aceto , ma gran parte degli aromi vengono dispersi . In realtà anche i tradizionali capperi sono da preferire sotto sale piuttosto che sotto aceto per lo stesso motivo .

Se ti è piaciuto questo post , non puoi non leggere anche Erbe spontanee e surrogati del caffè , dove spieghiamo proprio come ricavare un surrogato del caffè dal rizoma di alcune erbe spontanee , tra cui anche il tarassaco .

Ancora , se disponi di un grande quantitativo di fiori di tarassaco , non più adatti per farne “capperi” , leggi anche Miele (sciroppo) di tarassaco : un toccasana per la tosse , ricavato proprio con i fiori .

E se nel tuo orto o giardino non c’è tarassaco a sufficienza ?

Coltivalo ! Dove comprare i semi di tarassaco ? Chiaramente da noi .

Semi di Tarassaco Officinale

 

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Semine e lavori di Marzo

 

Finalmente Marzo ! L’inverno è decisamente alle spalle insieme al freddo e alla pioggia . E’ stato un inverno decisamente lungo e rigido . I danni sono stati tanti , soprattutto nelle regioni dove difficilmente si raggiungevano temperature così basse .

Le piante perenni sono sicuramente un punto di riferimento nei nostri giardini : al primo inaspettato fiore , avremo la certezza che la primavera non è così lontana .

E in effetti ci siamo !

Già dal mese di Febbraio abbiamo dato il via libera a talee ed innesti .

I temerari sono già partiti con le semine da Gennaio , ma sicuramente Marzo è il momento migliore per iniziare , senza dover temere per bruschi cali di temperatura .

In luna crescente , ancora al riparo , in vaso si seminano anguria  , basilico , cetriolo , melone , zucca , zucchino , mentre in semenzaio melanzana , peperone , peperoncini piccanti , pomodori . Direttamente a dimora , riparando con serra a tunnel  è possibile seminare arachidi , bietola a costa larga  , carota , pisello , prezzemolo , ravanello , fagiolo , fagiolini e piante aromatiche .

Via libera anche alla semina della calendula , bella di notte , clarkia , fiordaliso , e tutti gli altri fiori annuali , anche direttamente a dimora all’aperto se le temperature si sono stabilizzate sopra i 10 °C .

Si trapianta all’aperto l’asparago .

In luna calante , in semenzaio protetto , sedano , indivia scarola riccia , lattughe , misticanze  ,  valerianella , spinacio , cipolla e porro .

Si ultimano e si sospendono le potature dei alberi a foglia caduca , delle rose o deli alberi da frutto prima della ripresa vegetativa .

Marzo è anche il periodo ottimale per partire o ripartire con il compost , preparando nuova composta con le sfalciature di prato o il fogliame e utilizzare la composta matura per arricchire e migliorare la struttura del terreno . Per approfondimenti sul compostaggio suggeriamo il nostro articolo ” Compostaggio : come si prepara e quali sono i vantaggi del compost ” .

 

 

 

 

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