• Come tutelare i nostri amici animali dalla paura dei fuochi d’artificio

    Ogni anno è sempre più numerosa l’adesione dei comuni italiani all’iniziativa di vietare i fuochi d’artificio durante la notte di San Silvestro .

    Infatti fortunatamente sempre più persone iniziano a capire la reale pericolosità di questa usanza per persone , animali domestici ed anche per l’ambiente . Basti pensare ai centinaia di feriti che si contano ogni anno , senza considerare l’impatto ambientale della dispersione degli involucri e delle polveri emesse . In ultima analisi , da non sottovalutare , c’è la sofferenza reale dei piccoli animali domestici durante i festeggiamenti : i rumori forti ed improvvisi e le luci abbaglianti generano un’innata reazione di paura negli animali perché avvertono i fuochi come un pericolo ( parliamo di animali domestici , ma in realtà è la stessa reazione anche nella fauna locale ) , generando fughe improvvise , traumi e in casi estremi anche morte .

    La speranza è di un’adesione totale al divieto per ogni comune italiano .

    In attesa che ciò avvenga , si possono adottare dei piccoli accorgimenti per tutelare i nostri amici animali durante i fuochi .

    Innanzitutto tenerlo in casa durante la notte dell’ultimo dell’anno ed attutire e coprire i rumori accendendo tv o radio , con la musica . Se già vive in casa , avrà già il suo ” angolino speciale ” . Se non è così , creare un rifugio dove possa sentirsi al sicuro , tipo sotto il letto , o l’intercapedine tra un muro e l’armadio .

    Distrarlo , tranquillizzarlo , farlo sentire al sicuro , facendo attenzione che finestre e porte siano chiuse : nei momenti di forte stress , potrebbe scappare , mettendo in serio pericolo se stesso e gli altri ( potrebbe , ad esempio , finire sotto un’auto ) .

    Ultimo consiglio , ma non meno importante , è impedire alle luci di spaventarlo . Dunque chiudere imposte , persiane , tapparelle o quant’altro .

    In conclusione  , se il vostro comune non ha ancora aderito al divieto dei fuochi , siete ancora in tempo per sollecitare il vostro sindaco a farlo !

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  • Biscotti in barattolo con taglia biscotti – idee regalo di Natale

    Come detto nel post precedente [ Sali da bagno e scrub fatti in casa : piccoli regali home made per Natale ] i regali fatti in casa hanno un valore aggiunto, il tempo di chi li ha realizzati.

    Oggi proponiamo un’altra idea molto carina, soprattutto perché si può personalizzare interamente. La ricetta e gli ingredienti nel barattolo, infatti, verranno scelti in base ai gusti, alle eventuali intolleranze o scelte etiche di chi lo riceverà. Se, ad esempio, l’amico celiaco si lamenta perché è stufo di mangiare sempre gli stessi biscotti, farete una ricerca per realizzare dei nuovi biscotti senza glutine. Oppure, avete un vostro “cavallo di battaglia” in cucina e volete condividerlo con qualcuno che di sicuro apprezzerà, ora potete farlo in modo davvero originale. Dunque quest’idea  non è solo uno scambio di oggetti, ma soprattutto di sapori e saperi.

    Occorrente:

    • un vasetto per conserve da 1 litro
    • ingredienti secchi a scelta per realizzare la vostra ricetta
    • nastri
    • formina taglia biscotti o altro accessorio da cucina

    Procedimento :

    Dopo aver selezionato la ricetta da condividere  più adatta all’amico che riceverà il dono (quindi non necessariamente biscotti), pesare gli ingredienti secchi (farine, zucchero, cacao, scaglie di cioccolato, cereali, ..ecc..) e disporli a strati nel recipiente. La disposizione a strati è più una scelta estetica, che pratica: all’aspetto sarà più gradevole vedere e riconoscere gli ingredienti inseriti.
    Confezionare il vasetto e allegare la ricetta, specificando che gli ingredienti umidi dovranno essere inserirli al momento.

    Noi abbiamo proposto una taglia biscotti tra gli accessori, ma in realtà il vaso può essere arricchito con altri accessori, come una frusta, un cucchiaio in legno, un timer per il forno, delle presine.. insomma, tutto ciò che può risultare utile e gradito.

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  • Sali da bagno e scrub fatti in casa: piccoli regali home made per Natale

    Regalare a parenti ed amici il nostro tempo è forse l’unico regalo che non ha valore. Il fai-da-te, infatti, richiede tempo, dedizione e passione e chi scarterà un regalo realizzato “su misura” di certo apprezzerà tanto impegno, soprattutto se si tratta di un regalo originale ed anche molto utile.  I sali da bagno o lo scrub saranno sicuramente apprezzati da quelle amiche attente alla cura della pelle nel rispetto dell’ambiente. Infatti gli “ingredienti” sono del tutto naturali, mentre il confezionamento può essere anche interamente di recupero. I sali da bagno forse non sono adattissimi proprio a tutti come regalo, a meno ché non si sia un amante del genere. Mentre lo scrub farà letteralmente impazzire chi lo riceverà.

    Occorrente:

    • barattoli vetro con chiusura ermetica
    • nastri
    • stoffa

    Per i sali da bagno:

    • Sale marino grosso 
    • Bicarbonato di sodio 
    • Oli essenziali 
    • Colorante alimentare liquido (opzionale)

    Procedimento

    In una grande ciotola, mescolare 9 parti di sale marino grosso e 1 parte di bicarbonato di sodio. Aggiungere qualche goccia di oli essenziali. 
    Per un effetto più trendy, si può aggiungere anche qualche goccia di colorante alimentare, o, nel rispetto del tema “green”, usare coloranti naturali come il succo della barbabietola o degli spinaci. 
    Riponendo il sale nei barattoli, si possono inserire anche petali di fiori o rametti di aromatiche.

    Per lo scrub:

    • Sale grosso o zucchero di canna( lo zucchero è più delicato )
    • olio di mandorle
    • olio essenziale

    Procedimento

    Mescolare 1 parte di sale ( o di zucchero) e 2 di olio di mandorle. Unire qualche goccia di olio essenziale a scelta e mischiare per ottenere un composto omogeneo dalla consistenza granulosa. Riporre il composto nei vasetti.

    I vasetti una volta riempiti, possono essere decorati con nastri, stoffa o quant’altro, in base ai gusti e alle disponibilità. Si possono aggiungere etichette o biglietti con la composizione del prodotto e sull’utilizzo. Anche i nastri e i veli o i sacchetti delle bomboniere qui vengono in soccorso per arricchire ulteriormente il confezionamento.

    Se ti è piaciuto quest’idea, leggi anche Biscotti in barattolo con taglia biscotti, un altro spunto per realizzare dei regalini home made per un “Green Christmas” davvero speciale.

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  • Arance essiccate come decorazione natalizia

    arance essiccate come decorazione nataliziaTradizione del periodo natalizio è abbellire la casa con decorazioni di vario tipo. Tra tutte, particolarmente gradevoli, risultano quelle preparate con materiali di origine vegetale: ramoscelli di pino, abete, agrifoglio, spighe di grano o di orzo, lavanda, semi o bacche, sapientemente legate e decorate con fiocchi colorati, piccole palline di vetro o carta.
    Negli ultimi giorni dell’anno si usa appendere alla porta di casa una ghirlanda come simbolo di benvenuto e di buon auspicio per gli ospiti che varcano la soglia.

    Molto interessanti, oltre che gradevoli alla vista e all’olfatto, sono le decorazioni ottenute con le arance essiccate.

    Prima di procedere all’essiccazione, bisogna innanzitutto precisare che la scelta delle arance è fondamentale: devono essere sode, di dimensioni uguali e con la buccia integra ed omogenea.

    Possono essere utilizzate intere o a fette. Nel caso si voglia tenere l’arancia intera, con un coltellino incidete il frutto in modo da rimuovere uno spicchio di buccia (compresa la pellicina bianca sottostante); proseguite in questo modo alternando nella buccia zone vuote e piene, lasciando un anello integro all’apice e uno alla base. Lasciate asciugare il frutto sul termosifone per qualche giorno (oppure nel forno molto basso per qualche ora), quindi con un coltellino appuntito e molta delicatezza estraete la polpa rimasta all’interno. Lasciate ancora asciugare poi utilizzate i gusci risultati dalla lavorazione, come elemento decorativo per ghirlande, porta-candele e centrotavola. La scorza essiccata dell’arancia risulta particolarmente gradevole in abbinamento con il verde dei rami d’abete, e il rosso di nastri e cordoncini, con l’ocra della cannella e della rafia naturale .

    Nel caso , invece , si vogliano utilizzare le fette ,si esegue lo stesso procedimento di essiccazione : sul termosifone o nel forno si collocano le fettine di arancia che , appena pronte , potranno essere usate come pendenti, come elementi per la decorazione delle ghirlande, o anche come decoro su pacchi regalo .

     

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  • Dicembre nell’orto

    Dicembre nell'orto

    << Impara nella semina , insegna nel raccolto, ed in inverno godi >>

    William Blake

    Nel mese di Dicembre , così come nei successivi mesi invernali , l’orto è fondamentalmente a riposo . Si recuperano le restanti verdure al termine del loro ciclo vitale prima delle gelate , quali cardo , carota , cavoli , scarola e spinacio . Per chi ha la fortuna di avere una serra a tunnel , è possibile ancora raccogliere lattuga da taglio , cicoria , radicchio , ravanello e valerianella .

    In fase di luna crescente , lì dove le temperature per qualche giorno si mantengono sopra lo zero , è possibile trapiantare nuovi ceppi di rose , alberi , arbusti e rampicanti . Ancora , entro la prima metà del mese , si seminano piselli , grano e segale .

    In fase calante , in coltura protetta , è possibile seminare lattuga e radicchio .

    Si prepara il terreno per le colture primaverili , zappando e concimando .

    E’ questo il periodo ottimale per la raccolta delle marze per gli innesti . A partire da questo mese , infatti , gli alberi sono in una fase di riposo vegetativo . Le marze , o nesti , vanno scelte bene , per garantire la riuscita dell’innesto : rami vigorosi , in piena età di fruttificazione e sani .

    Una volta selezionate e raccolte , vanno conservate al buio , ad una temperatura approssimativa di 4° , in un luogo umido , fino al momento dell’innesto .

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  • “Miele” (sciroppo) di tarassaco: un toccasana per la tosse

    miele ( sciroppo) di tarassacoAbbiamo parlato ampiamente del tarassaco nei precedenti post, ricordando che è un’erba spontanea tanto diffusa quanto versatile. Colonizza indiscriminatamente campi, giardini, ma anche i margini delle strade o fessure di muri. Viene ritenuto addirittura infestante, ma in realtà considerata l’abbondanza e la diffusione, è bene anche ricordare che ha molteplici proprietà. E’ innanzitutto diuretico, tanto da guadagnarsi il nome di “piscialetto”! E’ depurativo, lassativo, soprattutto in base alle parti usate. Infatti del tarassaco non si butta nulla: si utilizzano le foglie, le radici e finanche i fiori, sia quando sono ancora dei boccioli (vedi Capperi di Tarassaco), o sbocciati, come nella ricetta del miele che andremo a vedere.

    In questo post riprendiamo una ricetta tratta dal libro “Vivere in 5 con 5 € al giorno ” di Stefania Rossini  che prevede l’utilizzo proprio dei fiori del tarassaco per preparare un miele vegano (in realtà uno sciroppo, chiamato da qualcuno anche ‘marmellata di tarassaco’) da utilizzare in caso di tosse, sfruttandone il potere fluidificante. Infatti la tosse non è un vero e proprio malanno di stagione, ma una forma di difesa che il corpo utilizza per liberare le vie aeree e lo sciroppo agisce fluidificando i muchi.

    Occorrente :

    • 400 g di fiori di tarassaco (solo la parte gialla)
    • 1 kg di zucchero
    • 2 limoni biologici, non trattati

    Prelevare solo la parte gialla del fiore, lavare bene e portate in ebollizione in 1.25 litri di acqua per 2 ore con i due limoni tagliati a fette.
    Far raffreddare, aggiungere lo zucchero e cuocere per altre due ore a fuoco basso.
    Versare lo sciroppo ancora caldo nei vasetti precedentemente sterilizzati, chiudere bene il tappo e capovolgere per creare il sottovuoto.

    Prima di assumere il tarassaco, sotto forma di sciroppo, tisana o in qualsiasi altro modo, bisogna esser certi di non essere allergici, soprattutto ai pollini. In questo caso ovviamente se ne sconsiglia l’uso.

    La fioritura del tarassaco è molto lunga: inizia da Marzo e si prolunga fino a Novembre. Quindi non mancano le occasioni per raccoglierli, possibilmente in zone lontane dallo smog, meglio ancora se in montagna o comunque zone incontaminate. E, se proprio non si riesce a reperirlo, lo si può coltivare con estrema facilità.

     

     

     

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  • Le consociazioni vegetali: l’unione fa la forza!

     

    Tabella delle consociazioni vegetaliLa coltivazione di determinate tipologie di piante abbinate con criterio apportano benefici reciproci in termini di fertilità e prevenzione dei parassiti .

    Nel caso, ad esempio, di legumi (piselli, fagioli, ecc..)e ortaggi da “radice” (carota, ravanello, rapa), esiste un rapporto molto stretto. Tra le radici dei legumi sono presenti dei batteri (azotofissatori) che trasformano l’azoto ( un elemento indispensabile per sopravvivenza delle piante ) da gassoso a solido. La disponibilità di azoto chiaramente rende il suolo più fertile non solo per i legumi, ma anche per tutte le altre piante circostanti . Le verdure cosiddette da ” radice”, che hanno proprio una notevole necessità di azoto per crescere, ovviamente traggono benefici in consociazione con i legumi.

    Tutte le liliacee (aglio, cipolla, porro, ecc.) hanno un effetto repellente contro gli acari e gli afidi, non a caso spesso si usano in giardino vicino alle rose e intervallate nelle altre colture .

    Tuttavia , come possiamo vedere anche nello schema , le consociazioni non si istaurano solo tra ortaggi, ma anche tra ortaggi ed aromatiche o addirittura tra ortaggi e fiori.

    A proposito delle aromatiche , praticamente tutte allontanano i parassiti. Nel caso dell’aneto, ha un ruolo fondamentale nella prevenzione degli attacchi di afide nero: seminato tra due filare di fave ( molto colpita da questo parassita ), l’aneto respinge l’afide nero. Esplica la stessa azione anche su tutte le altre piante sensibili a questo temibile parassita. Inoltre allontana anche gli acari.

    Tra i fiori ricordiamo la calendula (Calendula Officinalis) e il tagete.

    La Calendul , oltre ad essere un fiore esteticamente molto gradevole e largamente usato in erboristeria per le proprietà calmanti, blandamente antisettiche e depurative ( leggi anche Oleolito di Calendula ), ha la capacità di allontanare alcuni parassiti del pomodoro e delle rose. Coltivata, ad esempio, tra le patate, le protegge dai nematodi.

    Il tagete, invece, è efficace contro i nematodi ed è un potente insettifugo.
    Trapiantato in mezzo ai filari di pomodoro, respinge alcune specie di insetti tra cui gli aleurodidi (insetti dannosi). Inoltre le radici producono una sostanza repellente per i nematodi che, addirittura, persiste nel terreno per tre anni.

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  • Come prolungare la vita dei fiori recisi

    bouquet<< Se ami un fiore, non raccoglierlo. Perché se lo raccogli, esso muore e cessa di essere ciò che amavi. >>

    Partendo dalle sagge parole di Osho, concordiamo tutti sulla bellezza di un fiore non reciso, ancora sulla sua pianta. Tuttavia può capitare di riceverli in dono e di voler conservare questo gradito omaggio quanto più a lungo possibile.

    Ci sono pochi semplici accorgimenti da non trascurare. Bisogna immergere il bouquet in acqua il prima possibile. Immergere solo metà del gambo, in quanto l’acqua da una parte idrata, ma dall’altra favorisce i processi di marcescenza. A tal proposito l’acqua deve essere sempre pulita. E’ fondamentale rimuovere le foglie nelle parti basse dei gambi che andranno in immersione, perché sono le prime parti a marcire.

    Anche tagliare frequentemente i gambi con forbici ben affilate in modo obliquo favorisce un miglior assorbimento dell’acqua, prolungando la freschezza dei fiori. Per ridurre la prolificazione dei batteri e le muffe che favoriscono la marcescenza dei fiori si consigli anche di inserire nell’acqua un antibatterico naturale come l’aceto (un cucchiaio per ogni litro d’acqua) o in alternativa poche gocce di candeggina o mezza pasticca di aspirina (anche scaduta), ma i vantaggi non compensano i danni ambientali di queste sostanze, quindi ne sconsigliamo l’uso. Chiaramente il calore velocizza i processi di deterioramento dei fiori, quindi sarebbe preferibile conservare i fiori lontano da fonti di calore.

    Ma se prolungare la vita dei fiori recisi non basta, ma l’intenzione è quella di conservarli nel tempo, si possono adottare diverse tecniche.

    La più utilizzata è l’essiccazione a testa in giù del bouquet come si farebbe con un mazzetto di aromatiche, disponendolo in un luogo fresco ed asciutto per qualche mese. In alternativa si possono essiccare pressandoli in una pila di libri o in un’apposita pressa. Oppure immergendo i fiori e le foglie in un agente essiccante naturale come la sabbia. O, ancora, utilizzando l’essiccatore o il forno a basse temperature.

    Tutti i tipi di essiccazione annoverate finora sono naturali, ma hanno l’inconveniente di non preservare la brillantezza dei colori.

    A onor del vero, ci sono anche metodi casalinghi non naturali, come l’uso della glicerina o del gel di silice, ma li sconsigliamo. I fiori che subiscono il trattamento con la glicerina sono chiamati “fiori stabilizzati” perché mantengono inalterate le caratteristiche del fiore per anni (colori, profumi e consistenza), come una sorta di imbalsamazione e non sono nemmeno compostabili!

     

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  • Compostaggio: come si prepara e quali sono i vantaggi del compost

    compostaggio

    Nell’ambito dell’agricoltura biologica, il compost (o la composta) è il modo più intelligente per concimare in modo naturale il terreno e, al tempo stesso, smaltire l’umido ed anche i residui della manutenzione dell’orto (rami e fogliame dopo le potature, sfalcio d’erba ..ecc..).

    Per chi ha la fortuna di avere un grande giardino/orto, si può propendere per un compostaggio in cumulo: il materiale viene stoccato in cumulo in una zona dedicata dell’orto.

    In alternativa, si può procedere con una comune compostiera, addirittura anche sul balcone. In commercio ne esistono di varie dimensioni in base alle esigenze: se state pensando, ad esempio, di intraprendere un’iniziativa di compostaggio condominiale, si consiglia una compostiera non inferiore ai 600 litri .

    Il materiale compostabile si distingue in secco e fresco.

    Per secco s’intendono rametti, foglie, paglia, erba appena tagliata,  carta e cartone (quest’ultimi compostabili, ma in piccole quantità, da evitare se si ha il dubbio che possano contenere collanti o prodotti chimici come sbiancanti). Per fresco s’intendono gli scarti di frutta, verdura, gusci di uova, filtri di te, caffè. Si distinguono in queste due categorie perché possibilmente andrebbero stratificati: l’umidità costante è una delle condizioni base per favorire il naturale decomporsi del materiale. Nel caso di una composta troppo secca, occorre letteralmente annaffiare la compostiera periodicamente, soprattutto in estate. Viceversa se troppo umida, aggiungere terra per asciugarla.

    Per quanto riguarda scarti di cucina cotti molto unti, olio, grassi, prodotti di origine animale, come carne, pesce, ossa, lische (fatta eccezione per i gusci di uova) se ne sconsiglia l’impiego nel compost, in quanto sprigionano un cattivo odore e attirano insetti e ratti. Un discorso a sé è doveroso sulle uova: da una parte impiegano tantissimi mesi per degradarsi (infatti si consiglia di inserirle nella compostiera sbriciolandole), da un’altra parte sono importantissime, in quanto sono ottima fonte di calcio.

    Le altre condizioni base per un compostaggio ottimale sono:

    • Calore: durante la maturazione del compost (processo che dura dai 3 agli 8 mesi) la temperatura si alza. Se l’ambiente circostante ha 25 °C, quella interna al cumulo raggiunge i 40 ° C, mantenendosi costante per mesi. Successivamente s’innalza a 60 °C, determinando una sorta di pastorizzazione, durante il quale avviene la morte dei patogeni come larve, semi di infestanti e insetti dannosi . Dopo questa fase, la temperatura si abbassa. Sarebbe buona norma controllare che la temperatura non s’innalzi troppo con l’ausilio di termometri  appositi per non degradare così tanto la materia da pregiudicare anche il valore fertilizzante.
    • Buona areazione: nella composta umida e troppo compatta, non circola ossigeno. In assenza di ossigeno prendono il sopravvento batteri anaerobi e muffe che, invece di degradare, trasformano la composta in ricettacolo di malattie per le colture. Dunque periodicamente il cumulo va rivoltato.

    A proposito dei batteri presenti nella composta, c’è da specificare che la decomposizione avviene proprio per merito di una serie di microrganismi , fautori di questo miracolo. In commercio esistono dei preparati composti da un miscuglio di questi funghi, lieviti, ed enzimi che accelerano la decomposizione del materiale organico presente nelle compostiere o in cumuli all’aperto: tali attivatori sono completamente innocui per gli animali e per l’uomo ed accettati all’interno del metodo biologico.

    Al fine di rendere ancora più rapido il processo di degradazione, anche la riduzione del materiale compostabile in particelle quanto più piccole possibile può essere un valido aiuto. Pertanto i presenza di ingombranti rami può risultare indispensabile l’utilizzo di macchinari, tipo un biotrituratore , che li riduce in brevissimo tempo in ottimo ammendante per il terreno.

    In base al grado di maturazione del compost, lo stesso può essere impiegato in modo differente. Dopo 3-6 mesi, quindi quando non è troppo maturo (addirittura il materiale di origine è ancora parzialmente riconoscibile), il compost può essere utilizzato come sostituto del letame, e come miglioratore della struttura del terreno, rendendolo più soffice ed areato. Con una maturazione avanzata, dai 6 agli 8 mesi, il compost ha un aspetto molto simile al terriccio e infatti può essere utilizzato come substrato per semina o trapianto. Superati gli 8 mes , il compost deve essere rimosso dalla compostiera per fermare il processo di decomposizione che altrimenti rende il compost privo di ogni valore fertilizzante.

    In molti comuni d’Italia, dimostrando di aver iniziato il compostaggio domestico in maniera continuativa, è possibile ottenere una riduzione sulla TARI. La percentuale della riduzione e la modulistica varia da comune a comune.

    Compostare permette dunque di risolvere un bel po’ di problematiche ed inconvenienti legati ai rifiuti.

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  • Novembre : lune , semine e festività

    novembreNella tradizione contadina il succedersi delle fasi lunari ritmava i lavori di campagna ; piacevoli sorprese può riservare l’abitudine di seguire le fasi lunari anche per la cura del giardino e dell’orto familiare . Si tenga presente che , in generale , la luna crescente favorisce lo sviluppo vegetale delle piante mentre la luna calante ha l’effetto opposto .
    I lavori in giardino :
    Qualche giorno dopo il novilunio si potano i gerani : in questo modo si favorirà una ridotta dispersione dei succhi linfatici .
    Gli alberi sembrano avere uno sviluppo migliore se nascono o vengono trapiantati in luna crescente ; in questa fase si consiglia anche di eseguire le talee dei gigli , di dalie , e , più in generale , di tutte le bulbose ; vanno inoltre effettuati i trattamenti antiparassitari sulla rosa ( risulteranno più efficaci ) e la potatura delle ortensie . In luna piena si seminano le viole , mentre si attenderà dopo il plenilunio per trapiantare e potare le rose .
    I lavori nell’orto :
    In luna crescente si effettuano le semine di ortaggi a lenta crescita di carote , prezzemolo ed anche fagioli e piselli .
    In luna calante si consiglia la semina di lattuga , per evitare che il cespo vada subito a seme . Anche le cipolle si seminano in fase calante , in quanto la luna influisce sulla circolazione della linfa che resta concentrata verso il basso a vantaggio del sapore del bulbo .
    La Luna di Novembre :
    In luna calante si potano glicine , rose , siepi , alberi e arbusti a foglia caduca . Si seminano a dimora in coltura protetta lattuga e radicchio da taglio , rucola , valerianella , e all’aperto i bulbilli di aglio .
    In luna crescente si interrano i bulbi a fioritura primaverile estiva , si effettuano i trapianti delle biennali , si piantano i bulbi di tulipano e nuovi ceppi di rosa , alberi e arbusti . Si esegue la suddivisione dei cespi dei gigli e delle erbacee perenni . Si semina a dimora il pisello primaverile e in coltura protetta il ravanello . Infine si dispongono i nuovi impianti di pero , melo , cotogno , lamponi , ribes , uva spina e mora .

    Festeggiamenti :

    A cavallo tra il 31 Ottobre e il 1 Novembre , ormai praticamente ovunque si festeggia Halloween , una festa ritenuta americana , ma che in realtà ha origini irlandesi . Nel calendario celtico il 1°Novembre corrispondeva , infatti ,  al primo giorno del nuovo anno , una sorta di capodanno celtico , giorno in cui finiva il caldo estivo e iniziava il freddo invernale . Questo giorno prendeva il nome di “Samhain” , ovvero “summer’s end” , fine dell’estate . La fine dell’estate rappresentava la chiusura di un ciclo e dunque la morte , il tema di questa festività .

     

     

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