Nuovi e vecchi sapori: i tenerumi

Chi ha origini meridionali conosce sicuramente i “tenerumi”, detti anche “talli” in Campania , “caddi” in Sicilia o “ciùmm” in Puglia.

Cosa sono i tenerumi

I tenerumi sono la parte più tenera dei germogli, comprese le foglie, delle cucurbitacee rampicanti, come zucche o le lagenarie.
Apparentemente i tenerumi potrebbero sembrare una parte di scarto da destinare alla fine del ciclo della pianta alla compostiera, piuttosto che in tavola. In realtà sono invece utilizzabili in molti modi e sono addirittura una vera e propria leccornia. Sicuramente, come l’alimurgia, l’uso delle foglie e dei germogli delle cucurbitacee trae origine dall’esigenza di poter cucinare, in tempi di crisi, tutte le parti edibili della pianta.

Come si cucinano i tenerumi

L’impiego più diffuso  dei tenerumi è lessati nelle minestre estive, ma in realtà possono essere anche ripassati in padella, utilizzati nelle frittate, in torte salate, sulla pasta o frullati per creare deliziose vellutate.
Si consiglia di raccoglierli tra maggio e giugno, proprio per avere la certezza che siano effettivamente ancora teneri e per non compromettere la fioritura e la produzione della pianta.

Proprietà dei tenerumi

Oltre ad essere buoni e praticamente a costo zero, i tenerumi hanno anche pochissime calorie e tutte le proprietà della zucca: molte vitamine, fibre e proprietà depurative.

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Nuovi e vecchi sapori: i tenerumi ultima modifica: 2017-05-15T10:30:40+00:00 da Rosaria Scotto

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