Insonnia primaverile : cause e rimedi

In primavera , oltre ai disturbi legati ai pollini , anche dormire può risultare difficile a causa delle ore di luce che aumentano , riducendo la secrezione della melatonina , ormone che regola appunto il sonno . La melatonina , infatti , viene prodotta dall’ipofisi durante il buio e viene interpretato dall’organismo come segnale di imminente riposo . Viceversa , in presenza di luce , la quantità di melatonina si riduce , portando l’organismo a stare sveglio .

Oltre agli integratori di sintesi , la melatonina è presente in natura in numerosi alimenti , come banane , ciliegie , uva , riso , cereali e prugne .

Tuttavia , se la sola correzione dell’alimentazione non dovesse bastare , esistono anche altri rimedi naturali per sconfiggere l’insonnia .

Tra i tanti rimedi , può aiutare anche l’assunzione di escolzia ( Eschscholtzia californica )   sotto forma di tintura madre , compresse o essiccata in infusione .
L’Escolzia , chiamata anche “Papavero Californiano” , in quanto appartenente appunto alla famiglia delle papaveracee , è una varietà erbacea annuale , largamente usata per decorare aiuole e bordure , ma in erboristerie è impiegato anche come sedativo : è utile contro mal di testa, disturbi dell’umore e del sonno, e la pressione alta . Lo stelo e i fiori , infatti , contengono degli alcaloidi che agiscono da un lato sull’attività cardiaca, abbassandone la pressione; dall’altro sul sistema nervoso centrale, riducendo l’attività delle cellule della corteccia cerebrale, in quanto inducono il rilassamento muscolare e stimolano il sonno .
La pianta ha anche un’azione antispasmodica e analgesica, dovuta alla presenza della chelidonia, che agisce come spasmolitico soprattutto al livello del sistema gastroenterico .
Il metodo più semplice per usarla è l’infusione delle sommità , essiccate o fresche , circa un cucchiaio per una tazza d’acqua .
Se ne sconsiglia l’uso ai bambini , in gravidanza o allattamento e alle persone che assumono psicofarmaci , antistaminici , antidepressivi e per chi è affetto da patologie cardiache .

A proposito di Escolzia …lo sapevi che è chiamata anche “pianta barometro” perché i suoi fiori poco prima di un temporale avvisano dell’imminente cambio di tempo chiudendosi ? No ? Allora ti potrebbe interessare anche il post “ Le piante barometro , altro che app !

Ti sei deciso a coltivare l’escolzia ?

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Le piante barometro, altro che app!

Le condizioni meteorologiche da sempre influiscono sulle nostre attività . Infatti negli ultimi anni le previsioni meteo sono diventate un vero business, tra app, siti dedicati e i rispettivi spazi pubblicitari. Gli utenti appassionati di meteorologia aumentano esponenzialmente di anno in anno chiedendo previsioni a lungo termine sempre più precise.

Purtroppo spesso le previsioni non si avvicinano nemmeno lontanamente alle reali condizioni del tempo, penalizzando fortemente alcuni settori come il turismo.

Per chi si accontenta di avere previsioni a breve tempo, per intenderci, giusto per capire se è il caso o meno di portarsi dietro l’ombrello in questa anomala estate, ci si può affidare a delle piante molto particolari, sensibili ai cambiamenti di umidità. Alcune piante, soprannominate “piante barometro”, reagiscono in anticipo ai cambiamenti climatici, in particolar modo all’aumento di umidità nell’aria. Infatti, appena l’umidità aumenta (fenomeno che avviene prima che inizi a piovere), queste piante si preparano alla pioggia chiudendo i fiori, in modo da evitare la dispersione di polline (in questo caso sarebbe una dispersione non proficua, dal momento che scivolerebbe sul terreno inutilizzato).

Tra le principali piante barometro, le più diffuse e note sono la Calendula Officinale e l’Escolzia (entrambe presenti allo stato spontaneo, ma facilmente coltivabili) e l’acetosella ( Oxalis ) e la Carlina (Carlina acaulis )(per lo più spontanee).

La Carlina conserva la peculiarità di chiudere le brattee per preservare il polline anche da recisa. E’ diffusa perlopiù in climi montani e asciutti, dove c’è l’usanza di tenerla da recisa appesa alla porta di casa. L’origine del nome, non confermata, pare si attribuisca a Carlo Magno che la uso come medicamento per i suoi soldati, pur non avendo in realtà nessuna proprietà terapeutica, ma utilizzata solo in cucina come un carciofo.

Quindi, prima di uscire di casa, controllate sul davanzale della finestra se i fiori sono chiusi!

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Semi di Escolzia in miscuglio[Eschscholtzia californica ]

E’ largamente usato per decorare aiuole e bordure, ma in erboristerie è impiegato anche come sedativo.

 

 

 

Semi di Calendula Officinale

E’ un fiore allegro, decorativo, edibile e ricchissimo di proprietà terapeutiche, oltre che utile in giardino contro i parassiti. Non dovrebbe mancare in giardino!