Spunti di coltivazione urbana in piccoli spazi

La coltivazione per così dire “urbana” , sfruttando piccoli spazi con adeguate condizioni di luminosità , è andata ben oltre la moda o una tendenza passeggera . Negli ultimi anni , infatti , è diventata una consuetudine dettata da svariate esigenze : il risparmio , la voglia di autosufficienza , la necessità di un cibo più naturale , ma anche il bisogno di conoscere i cicli vitali e la stagionalità del cibo .

La domanda più ricorrente dei detrattori dell’orto urbano è << Un pomodoro cresciuto nello smog è più sano di quello da serra ? >> .

Dal momento che il fenomeno dell’orto sul balcone è mondiale , sono stati fatti degli studi in varie nazioni . Le più approfondite risultano quelle da un’università tedesca che ha evidenziato che effettivamente coltivare in città può contaminare gli ortaggi con metalli pesanti derivati dai gas di scarico delle auto , ma che , tuttavia , a confronto con gli ortaggi ottenuti da coltivazione intensiva , risultano essere comunque meno contaminati da altre sostanze ugualmente dannose , quali concimi chimici o pesticidi .

In definitiva , è preferibile coltivare in città solo se si ha la possibilità di essere lontani da centri con intenso traffico . Inoltre quello stesso smog che contamina i “pomodori cittadini” è presente anche nell’aria che respiriamo . Dunque il problema non è l’orto urbano , il vero problema è lo smog !

L’orto sul balcone , in realtà , aiuta anche l’ambiente , aumentando la quota urbana di verde , oltre a ridurre anche , indirettamente , tutti gli imballaggi e la benzina che ne deriverebbe dal trasporto del pomodoro acquistato al supermercato .

Quindi più che evitare l’orto sul balcone , iniziamo ad evitare l’auto quando possibile .

Parlavamo di adeguata luminosità degli spazi urbani dove coltivare , infatti è possibile sfruttare balconi , davanzali , tetti , verande , purché si sfrutti al meglio lo spazio a disposizione e si rispettino le esigenze delle piante (illuminazione in primis  , ma anche il tipo di terriccio e le necessità idriche )

La scelta delle varietà da coltivare :

In base all’esposizione del balcone e alla luminosità  , si può stabilire la varietà di pianta più adatta da coltivare , ricordando che per una buona produzione ( fiori o ortaggi ) , ciascuna pianta necessita di almeno 6 ore di luce , al di sotto i risultati saranno scarsi .

Se il balcone è soleggiato , ovviamente , non c’è nessun tipo di limitazione . Mentre se si tratta di un balcone ombroso , è possibile coltivare principalmente le lattughe da taglio e le aromatiche .

Ad ogni modo sono da privilegiare piante a ciclo vitale breve, ovvero che possono essere raccolti dopo 30-60 gg dalla semina , quali lattuga , valeriana ,spinacio , indivia e rucola . O in alternativa ortaggi da radice , quali carote , ravanelli , barbabietole , avendo l’accortezza di usare vasi o contenitori più profondi e poi via libera anche a pomodori , peperoni , melanzane , zucchine e tutte le aromatiche .

Chi coltiva l’orto , che sia urbano o no , spesso si lamenta di avere una quantità spropositata dello stesso tipo di ortaggio per breve tempo . La soluzione è la semina “a scalare” che consente di avere meno ortaggi per periodi più lunghi : è sufficiente seminare poco , ma più spesso .

Ad esempio , la nostra confezione di spinaci contiene 15 g di semi . Utilizzando il contenuto in un’unica volta , il risultato è tanta verdura (di gran lunga superiore alle reali esigenze di una famiglia) , ma per poco tempo . Tuttavia seminando , ad esempio , 5 g ogni 2 mesi , è possibile raccogliere spinaci sempre freschi e nella quantità realmente necessaria per un periodo più lungo . Tuttavia , in caso di esuberi , i vicini di casa li appezzano volentieri o , in assenza di persone a cui regalarli , ci sono vari modi per conservarli : sottolio , sotto sale o essiccando .

Lo spazio :

Per sfruttare al meglio tutto lo spazio a disposizione , si fa ricorso a vasi con ganci al soffitto , fioriere con graticci che hanno anche la doppia funzione di sostegno per le rampicanti , utilizzando sia lo spazio interno che quello esterno al balcone , tenendo sempre presente la sicurezza in caso di vento o temporali , durante i quali è sempre preferibile riportare tutto all’interno . Fondamentale è disporre le piante su altezze differenti , in modo tale da non farsi ombra a vicenda . In commercio si trovano delle strutture studiate appositamente per creare delle gradinate per i vasi , ma in realtà possono andar bene anche vecchie cassette della frutta , disposte al di sotto dei vasi in maniera tale da creare i dislivelli .

Dunque usare tutto  lo spazio , soprattutto in altezza , ricorrendo eventualmente anche a mensole , scaffalature o vecchie librerie riportate a nuova vita .

Per chi ne ha la possibilità , si può usare anche il davanzale di una finestra ben illuminata come serra ,  isolando il vano con un pannello di plexiglas trasparente , per evitare la dispersione di calore .

N.B.:Prima di inserire le piante nella “Finestra-serra” , è buona norma testare la temperatura che non deve superare i 25 ° C , inoltre l’esposizione non deve essere mai diretta , altrimenti più che una serra , avrete costruito un forno solare , che ha comunque i suoi pro , ma non in questo frangente .

Il terriccio :

Per la coltivazione in vaso , sia di ortive che di piante da fiore , si consiglia l’utilizzo di una miscela di terriccio , composta da torba , terriccio universale ( salvo esigenze specifiche di acidità ) , argilla espansa , sassi ,  ecc..: tale miscela , con un’adeguata stratificazione nei vasi , favorisce la fuoriuscita dell’acqua in eccesso e un’adeguata circolazione dell’aria , entrambi fattori importanti per la prevenzione di muffe e marcescente . A proposito della stratificazione , è buona norma disporre sul foro del vaso cocci o sassi per evitare la dispersione della terra non ancora compatta . Poi si dispone l’argilla espansa e la miscela di torba e terriccio , mista a compost maturo che , oltre ad essere un ottimo ammendante ( migliora , cioè , la struttura del terreno , rendendolo meno compatto ) , lo arricchisce di elementi della fertilità .

L’irrigazione :

L’irrigazione è il cruccio di tutti i neofiti del giardinaggio , in quanto non esistono regole fisse per stabilire quante volte in un dato lasso di tempo occorre irrigare , perché le variabili sono tantissime . Molto infatti dipende dall’esposizione al sole del balcone , dalla varietà della pianta e dunque dalle sue esigenze , dall’ampiezza e dal materiale del vaso ( la terracotta traspira molto rispetto alla plastica che , invece , trattiene molto di più l’acqua ) e dalla stagione . In linea di massima , in estate può essere necessario annaffiare anche tutti i giorni , se il terriccio appare arido e la pianta sofferente (preferibilmente al mattino o nel tardo pomeriggio) . In inverno , invece , si possono diradare o addirittura sospendere , in caso di piogge .

Ad ogni modo , i danni di un’irrigazione eccessiva sono irrimediabili perché generano marcescenze al livello radicale , dunque sono visibili solo quando ormai è troppo tardi , mentre invece la carenza di acqua si manifesta subito con la perdita di turgidità delle foglie e si può rimediare in pochi minuti annaffiando .

Nel dubbio , dunque , meglio stare un po’ indietro con le irrigazioni e consigliamo anche di leggere il post su come risparmiare acqua in giardino , dal momento che l’acqua è un bene prezioso .

Caldo e freddo :

Le radici delle piante in vaso sono molto più esposte agli sbalzi di temperatura rispetto a quelle coltivate in piena terra , dunque la pacciamatura , ovvero l’isolamento delle radici è fondamentale . Ne abbiamo già parlato molto approfonditamente nel post ” La pacciamatura ” , dove spieghiamo i vantaggi e i materiali da utilizzare .

Impollinazione :

Molto spesso chi coltiva ortaggi come cucurbitacee ( zucchine , zucche , cetrioli , ma anche la luffa o le lagenarie ) si lamenta che i fiori delle loro piante , dopo qualche giorno dalla fioritura , cadono senza dar vita ai frutti . Questo accade perché non c’è stata l’impollinazione che di solito avviene ad opera di insetti o anche del vento . In questi casi , l’impollinazione deve essere manuale , utilizzando un pennellino , o lo stesso fiore .

 

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Spunti di coltivazione urbana in piccoli spazi ultima modifica: 2017-03-13T12:00:28+00:00 da Rosaria Scotto

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